FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA FRONTE NORD

Comunicati Recenti

148 Aggirandoci tra le macerie (fumanti) della Seconda repubblica

Vi è dunque stata una vera e propria debacle per la Lega e il Pdl.
Debacle, a dire il vero, strameritata.
In provincia di Varese la Lega ha perso a Besozzo, Sumirago, Gerenzano (i nostri complimenti al neo sindaco, l'amico Ivano Campi) e soprattutto nella storica roccaforte, nonchè città natale di Bossi, di Cassano Magnago.

Evidentemente le sordide vicende dei vari Belsito, Mauro e Trota hanno lasciato il segno.
Unitamente, si intende, al pessimo lavoro svolto dal governo Pdl-Lega che ci ha portati sull'orlo del baratro (insieme a tutti i governi precedenti e all'attuale, il quale ci sta dando l'ultima spinta giù dal burrone).

Infatti, i risultati del Pdl confermano questa lettura dei dati: il partito di Berlusconi è stato surclassato in moltissimi comuni e città, a volte superato persino dai grillini.
In controtendenza solo Verona, che ha riconfermato il sindaco festeggiatore del 150° dell'unità d'Italia, il leghista patriottico (della patria sbagliata) Tosi.

Un piccolo segnale viene dall'aumento dell'astensionismo, che però ci lascia piuttosto delusi, in quanto ci saremmo aspettati un incremento più deciso.
Evidentemente il "gioco delle urne" sembra esercitare un certo fascino su un popolo sicuramente colpito ma non ancora prostrato da manovre finanziarie inique e punitive.

Tuttavia questi risultati non sono insignificanti, perchè comunque vanno nella direzione indicata dalle elezioni politiche e locali svoltesi in questo periodo in Europa: i popoli sono esasperati, innanzitutto dal ladrocinio dei politici e dall'austerità che li uccide, e vogliono un cambiamento radicale.
Purtroppo, almeno in Italia, si rivolgono ancora a coloro che, quanto meno nel passato, hanno contribuito a creare la situazione attuale oppure a soluzioni oniriche e neo- partecipative dalla dubbia natura e dalla ancor più dubbia sostanza (come il movimento di Beppe Grillo).

L'unico cambiamento possibile per la penisola italiana (e non solo) è invece l'indipendenza delle diverse e vere patrie che la compongono dallo stato totalitario e tiranno nato con l'unità forzata del 1861.


Piergiorgio Seveso, Luca Fumagalli, Roberto Marcante
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
7 Maggio 2012

147 Maroni: un "astro nascente" senza macchie?

Si legge oggi sui giornali locali di Varese che la controffensiva cerchiomagista in Lega starebbe partendo e, infatti, le dimissioni dello sventurato Boni da presidente del consiglio regionale lombardo ne sono la prova.

Ma contro chi si scagliano i reguzzonian-bossiani? Ovviamente contro il triumviro e papabile futuro segretario, Maroni.
Il quale, tra l'altro, è accusato di essere stato al corrente delle operazioni di Belsito ben prima delle indagini delle sei procure.

In effetti, ci sembra proprio che in questo caso la corrente antimaroniana abbia colto nel segno.
Se Maroni faceva parte del consiglio federale della Lega, com'è possibile che non sapesse nulla di quel che Belsito e gli altri stavano facendo? O, quanto meno, non si è fatto venire dei dubbi? Andava tutto bene e poi ora, di colpo, va tutto male?

Se invece sapeva, o aveva dei dubbi, allora è ancora più grave che non abbia detto nulla.

E poi, perchè non ha mai detto niente della candidatura del "Trota" alla regione? Andava tutto bene anche in questo caso?

Infine, scusate, ma che pulizia è quella di Maroni? Infatti, una vera pulizia avrebbe preteso anche la richiesta di dimissioni di Boni stesso, se non addirittura la sua espulsione.

Così come, diciamocela tutta, anche l'espulsione di Renzo "Il Trota" Bossi.
Ma già, è vero, lui è il figlio del leader maximo.
Come si fa a toccarlo senza scottarsi?


Piergiorgio Seveso
Portavoce Nazionale
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
17 Aprile 2012

146 La democrazia di Barabba

Quel che colpisce maggiormente nel tracollo di un partito che era nato per scuotere l'albero dei “ladri di regime” (sic!) non sta tanto nell'utilizzo “allegro” ed indecoroso del denaro pubblico (condotta ovviamente riprovevole!), bensì nel fatto (se il contenuto delle intercettazioni telefoniche venisse confermato) che il figlio di Bossi fosse protetto da un'azione penale nei suoi confronti non solo dagli ex alleati del PdL ma anche dal PD (Fonte: http: //www. ansa.it/web/notizie/rubriche/associata/2012/04/05/visualizza_new. html_162324955. html) .

Ennesima dimostrazione (qualora ve ne fosse ancora bisogno!) di come la Lega, inglobata e resa innocua, sia - da tempo! - tutt'uno con quel consociativismo per cui nel Paese non esiste una reale opposizione: il contrasto tra le varie compagini elettorali risultando nient'altro che un immondo teatrino ad uso e consumo dell'elettore italiota.

La vita politica, da decenni impantanata in discussioni senza contenuti, non fa che aggravare anziché risolvere i reali problemi, continuando nella spoliazione delle risorse e dei risparmi dei cittadini onesti.

Ciò imporrebbe una seria riflessione sul sistema politico democratico- rappresentativo vigente nei Paesi del cosiddetto “mondo libero” occidentale.
Come ha scritto Paul C. Roberts, commentando le tesi del libro "Democracy: The God That Failed" di Hans-Hermann Hoppe, la democrazia - amministrata da custodi temporanei ed intercambiabili (graditi alla finanza apolide) - mina il futuro di un paese spingendo i governanti ad adottare politiche che li avvantaggiano nel breve termine della durata incerta della loro carica, a scapito del benessere di lungo periodo.
Più a lungo durerà questa perversa finzione democratica, maggiori saranno i danni all'intero sistema, ossia al diritto, alla proprietà, alla cultura, alla famiglia e ai valori morali.

Non diversamente, nel Castro Pretorio di Gerusalemme di duemila anni fa, di fronte ad un governatore romano impaurito e soggiogato, una folla rappresentativa e “democratica”, urlante e manovrata, scelge Barabba e sacrifica Cristo, così oggi un popolo, buttato sulla scena ad ogni scadenza elettorale, sceglie chi gli è più simile, confermato nelle proprie miserie, blandito da promesse, rassicurato nelle proprie viltà, acciecato dai luoghi comuni.

Nel frattempo, buona Tanzania a tutti!


Piergiorgio Seveso
Portavoce Nazionale
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
11 Aprile 2012

145 Renzo Bossi: simbolo del crollo di un mondo

Il "Trota" ha rassegnato le dimissioni da consigliere regionale.
Evviva! Pare, tra l'altro, che già da due mesi meditasse di lasciare: evidentemente prendere 12.000 Euro al mese per presenziare a qualche seduta del consiglio e alzare la mano durante le votazioni era un lavoro usurante per il Principe, come veniva chiamato dalla Dagrada e da Belsito nelle conversazioni intercettate.

Quel che però è davvero significativo, è che il giovane Bossi è la metafora della Lega: ascesa, successo, corruzione dei costumi e tonfo improvviso e irreversibile.

Si sentivano onnipotenti Renzo e gli altri e, quasi per contrappasso, sono caduti a peso morto nel fango.

Ciò che dispiace soprattutto però, è che la base onesta ma ingenuotta del partito si ostini a non voler guardare in faccia alla realtà e, caduto un capo, sia già alla ricerca di una nuova guida, come seguendo la legge di un branco che ha il terrore di non riuscire a camminare con le proprie gambe e a ragionare con la propria testa.

Questo è ciò che accade a cercare la guida guardando per terra invece che guardando il Cielo.


Piergiorgio Seveso
Portavoce Nazionale
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
10 Aprile 2012

144 La Lega-Titanic affonda

Potremmo dire che l’avevamo detto già sei anni fa quando nacque il Fronte Indipendentista Lombardia.
Potremmo dire di aver colto già allora la radicale doppiezza e inaffidabilità dei politici leghisti, Bossi in primis.
Potremmo anche dire che le convulsioni della Lega ci diano pienamente ragione e quindi goderci un meritato trionfo (almeno d’opinione).
Resta il fatto che lo scenario di dissoluzione cui assistiamo supera le più fosche immaginazioni e le più severe polemiche.

Resta il fatto che la crisi della Lega, in quest’epoca di ferrea tecnocrazia centralista e montiana, indebolisce ulteriormente (semmai ce ne fosse stato bisogno) il fronte di resistenza alla normalizzazione della politica, in chiave romanocentrica ed eurocentrica, voluta dal tandem Napolitano-Monti.
E su questo tutti noi, militanti politici indipendentisti, dovremo riflettere.

Con le dimissioni di Bossi entriamo in una fase di svolta epocale, che nessuno tra coloro che conoscono bene questo partito finora pensava si potesse realizzare.

Immancabili fioccano già i distinguo e i "L'avevo detto io", che il giudicare disgustosi è un puro eufemismo.
Tra questi i più sconcertanti sono quelli dei fuoriusciti-rientrati in Lega.

Tra l'altro, ora le ultime speranze di alcuni leghisti sembrano ancor più di prima riposte in Maroni, il salvatore della patria (padana).
Ma, ohibò, dove è stato Maroni finora? E da ministro, lodato da amici e nemici, cosa si può dire che abbia fatto di buono per il paese e la gente in difficoltà? La questione migratoria non è stata risolta, l'ordine pubblico e la sicurezza dei cittadini non sono migliorati; in compenso quando c'è stato da manganellare, le forze dell'ordine sono state impareggiabili.

Si sentono, inoltre, molte voci sia di militanti leghisti sia di pseudo ex-alleati che dicono che non è possibile che la Lega e la family, cioè i Bossi, siano davvero colpevoli, ma che si tratta di un complotto contro l'unica vera forza di opposizione rimasta in parlamento (sic).
Molti, anzi, affermano che sull'Umberto sono pronti a mettere la mano sul fuoco che sia innocente e all'oscuro di tutto (già, come si fa a vivere in una casa in cui, a tua insaputa, stanno facendo lavori di ristrutturazione pagati dal partito?).

A tutti questi rispondiamo con le parole del deputato PD Marantelli, rilasciate nell'intervista a "La Provincia di Varese" in data odierna: "...C'è anche da dire però che, detenendo il nostro Paese tristi primati sul tema della corruzione a 360 gradi, immaginare che l'unico soggetto esente fosse la Lega è come sentirsi Alice nel Paese delle Meraviglie".

Inutile aggiungere che il Fronte Indipendentista Lombardia, insieme ad altre formazioni di coloriture analoghe, resta pronto a raccogliere naufraghi, superstiti e militanti sani, non senza precisare che il nostro movimento non è una “lega 2” ma un soggetto politico, completamente estraneo alla storia leghista, che ha e avrà molte cose da dire e da “revisionare” sulla storia e sulla confusa ideologia leghista degli ultimi trent’anni.


Piergiorgio Seveso, Luca Fumagalli, Roberto Marcante
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
5 Aprile 2012

143 Grecia a sovranità limitata: quando toccherà anche a noi?

Dopo il tanto atteso accordo per il nuovo prestito da 130 miliardi di euro alla Grecia, al fine di evitarne il fallimento, anche i telegiornali, noti leccapiedi dei potenti sempre all'opera per nascondere e minimizzare la verità, hanno detto che il paese è praticamente commissariato.

Ciò che ci meraviglia è però come tale notizia non abbia provocato grosse reazioni, non solo nelle trasmissioni televisive e nei dibattiti politici, ma soprattutto, cosa ancor più grave, tra la gente.
Pare proprio che il popolo non si sia ancora reso conto di che cosa significhi tutto ciò, come se la cosa non riguardasse anche noi.

Si parla per la Grecia di sovranità limitata, cioè le decisioni verranno praticamente prese a Bruxelles (e, aggiungiamo noi, presso la sede del Fondo Monetario Internazionale): vuol dire dittatura mascherata da democrazia, che tra l'altro non risolverà sicuramente i problemi greci, rimandando solamente l'inevitabile fallimento.

Tutto ciò ci riguarda, semplicemente perchè la prossima sarà l'Italia, checchè ne dica Monti: come si può pensare, infatti, di risolvere la gravissima crisi che attanaglia imprese e famiglie con l'austerità e l'aumento delle imposte? Ma, d'altronde, cosa volete che importi ai signori professori del governo tecnico? Loro guadagnano vagonate di soldi ogni anno (puliti o legati ad affari, diciamo, strani, non è dato saperlo), vedi la ministra Severino (7 milioni di euro, per non parlare della villa da 10 milioni che il suo commercialista ha dimenticato di denunciare, guarda un po’): la benzina quasi a 1,90 euro/litro a loro fa un baffo!


Piergiorgio Seveso
Portavoce Nazionale
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
23 Febbraio 2012

142 Sul tema dell’indipendentismo anche noi del Fronte vorremmo dire la nostra

Dopo essere anche stati per lungo tempo perseguitati dal regime italiano, in tutta la penisola stanno sorgendo sempre più nuovi movimenti o partiti indipendentisti, la maggior parte mossi da giusto risentimento nei confronti dello stato unitario, nato 151 anni fa con la truffa e grazie all’aiuto delle potenze e delle logge straniere, in particolare inglesi.
Altri, quelli meridionalisti, oltre a questo hanno anche un ulteriore risentimento nei confronti delle regioni del nord, accusate di essere ricche a spese del sud.
Altri invece fanno solamente un discorso di tipo economico.

Quanti tipi diversi di indipendentismo ci sono? Non sapremmo dirlo.
Sono utili alla causa indipendentista? Probabilmente no, se creano divisioni tra questi diversi movimenti.

Noi crediamo che sia necessaria una sinergia tra tali gruppi, in quanto innanzitutto siamo tutti vessati da un solo nemico comune: lo stato italiano.
Basterebbe soltanto citare il proverbio “l’unione fa la forza” per provare questa verità.
Lo diceva anche Bossi nei tempi d’oro (se mai lo sono stati), prima che vendesse la Lega a Berlusconi: se oltre al nord si muovesse anche il sud ed entrambi convergessero verso i palazzi romani, questi ultimi verrebbero spazzati via in un baleno.

Si fa un gran parlare di dover divulgare la cultura autonomista, ma noi crediamo, pur concordando con questa necessità, che data la difficoltà di raggiungere le persone lontane dalle nostre idee, sia quanto mai necessaria una fattiva collaborazione tra di noi, ovviamente senza che nessuno voglia prevaricare o pretendere che gli altri confluiscano nel proprio partito, cosa che purtroppo oggi accade.

E’ necessario che noi indipendentisti siamo seri, affidabili e umili, ricordandoci che la nostra è l’unica opzione pacifica possibile per cambiare le cose e ottenere la libertà.

Se noi falliamo, rimarrà solo la possibilità della sollevazione popolare, sperando però che non finisca con l’essere una guerra tra nord e sud, dimenticandosi del vero nemico.


Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
09 Febbraio 2012

141 La Lombardia ripudia lo spettacolo blasfemo di Castellucci

Il 24 di gennaio 2012, al teatro Parenti di Milano, è andata in scena la prima dello spettacolo del regista Romeo Castellucci, intitolato “Sul concetto di volto nel figlio di Dio”.
In questo spettacolo è inserita una scena nella quale il dipinto di Antonello da Messina che ritrae il Volto di Nostro Signore Gesù Cristo, viene imbrattato e dilaniato, il tutto in un contesto escrementizio e nauseabondo.

Il regista Romeo Castellucci, in svariate interviste, ha parlato di quella che secondo lui, sarebbe una vera e propria “merdosofia” affannandosi a spiegare che il suo spettacolo ha, in realtà, dei profondi risvolti filosofici e psicologici riguardanti il rapporto padre-figlio e che tale scena “incriminata” possiederebbe un profondo significato.

Questo ha generato già forti proteste spontanee in Francia da parte dei cattolici (a cui si è aggiunta anche parte della gerarchia “ufficiale”), e anche qui a Milano nonchè in tutta la penisola sono previste Sante Messe di Riparazione e iniziative di protesta pacifica lungo l’arco della programmazione di questa pièce teatrale fino al 28 gennaio, da parte di persone di tutte le estrazioni sociali, aderenti a vari gruppi ed associazioni e provenienti da ogni dove.

Anche il Fronte Indipendentista Lombardia (specialmente attraverso la sua attuale dirigenza) non può che unirsi a questa ondata di sdegno che sta giustamente percorrendo la società civile ed il mondo cattolico (“tradizionalista”) di lingua italiana.
Il Fronte ritiene infatti che la libertà di espressione e di spettacolo non possa affatto estendersi fino al vilipendio della Religione Cattolica e all’unica Verità cui la Politica deve comunque fare riferimento e cui deve prestare ossequio (non formale ma sostanziale).

Il medesimo Fronte auspica altresì che le iniziative, a cui aderisce senza alcuna finalità o volontà di strumentalizzazione, siano l’occasione per indurre a riflessione certa gerarchia ecclesiastica, fin troppo rapida nello schierarsi col “pensiero unico dominante” e nel condannare pavidamente con delle “non-condanne” il blasfemo spettacolo del signor Castellucci.
Uno spettacolo che la Lombardia e la Milano di Sant’Ambrogio e San Carlo non si meritavano.


Piergiorgio Seveso
Portavoce Nazionale
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
27 Gennaio 2012

140 Lega, Monti, Forconi: chi davvero ci salverà?

Domenica 22 gennaio si è svolta a Milano la tanto pubblicizzata manifestazione della Lega Nord contro il governo Monti, ancor di più attesa dai maroniani dopo il comizio dell’ex ministro lo scorso mercoledì a Varese.

Quel che più colpisce è però il fatto che tutti, dai giornalisti agli esponenti leghisti finanche, ahinoi, alla base stessa del Carroccio, fossero molto più interessati alle beghe interne del partito piuttosto che all’attuale situazione in cui ci troviamo.
Infatti abbiamo visto i militanti e sostenitori della Lega convenuti in Piazza Duomo tifare come veri e propri ultras per Maroni piuttosto che per Reguzzoni, con urla, striscioni e sberleffi nei confronti degli avversari, davvero come se si trovassero allo stadio.
I loro leader però non sono stati da meno: a parte le invettive contro il governo, chi ha udito delle proposte per risollevare il paese dalla crisi? La solita Lega delle ciance e niente più!

Intanto però Monti e il suo governo stanno continuando ad agire indisturbati, a loro dire per il bene dell’Italia.
Anzi, il senator professor Monti, che tra l’altro ha detto di non essere massone e di non sapere che cosa sia la massoneria, tacendo però il fatto di far parte della Trilaterale e del Bilderberg (noti gruppi mondialisti di stampo massonico), ha affermato che con il decreto salva-Italia e le liberalizzazioni che stanno approntando, il PIL italiano avrà uno sviluppo del 10% annuo.
Ci permettiamo però di nutrire qualche dubbio a proposito, anche solo per il fatto che la Cina, uno dei paesi che attualmente stanno avendo uno sviluppo incredibile, ha un PIL annuo del 9%.
Davvero pensiamo che l’Italia possa crescere più della Cina, per di più con questa crisi e con queste misure? Noi del Fronte crediamo invece che le manovre montiane e le liberalizzazioni in particolare, porteranno l’Italia al definitivo sfacelo.
Infatti, come si può pensare che aumentando i taxi ci siano più vantaggi per tutti e più lavoro per i tassisti stessi, se già ora fanno fatica a tirare avanti? Oppure, se anche ai giovani under35 viene data la possibilità di aprire una nuova azienda con un Euro di capitale, poi in che modo e con che soldi la potranno portare avanti? E quando avranno a che fare con la burocrazia, gli studi di settore ed Equitalia chi li salverà? Se poi si dice che bisogna aiutare i giovani a trovare lavoro, ma al contempo si aumenta l’età pensionabile, costringendo chi già lavora da una vita a proseguire fino praticamente a 70 anni, forse c’è qualcosa che non quadra.

Sinceramente pensiamo che l’Italia non abbia alcuna possibilità di farcela e allora domandiamo: non sarebbe forse meglio pilotare ora il fallimento di questo paese per poi ripartire il prima possibile, evitandone così una lenta e dolorosa agonia che poi comunque non eviterebbe il default? Abbiamo davanti l’esempio dell’Argentina.

Infine due parole sul movimento dei forconi.
Il fatto che i media nazionali abbiano volutamente evitato di parlarne fino a quando non ne hanno più potuto farne a meno e le innumerevoli illazioni su infiltrazioni in questo movimento di mafia, fascisti e addirittura massoneria (che sia opera di Monti? Ah già, non sa cosa sia la massoneria), ci lasciano sperare che si tratti di un vero movimento di popolo.
In questo caso avrebbe certamente tutto il nostro appoggio.

Una cosa è certa comunque: i popoli che abitano la penisola italiana cominciano ad essere stufi e a nutrire sentimenti di ribellione nei confronti di questo stato, che è stato tirannico con loro fin dalla sua unificazione avvenuta con la violenza e l’imbroglio.
Confidiamo quindi che tale situazione possa essere favorevole alla liberazione e all’indipendenza delle vere patrie italiane, a cominciare proprio dalla nostra amata Lombardia.

VIA DALL’ITALIA, LOMBARDIA INDIPENDENTE!


Piergiorgio Seveso
Portavoce Nazionale
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
25 Gennaio 2012

139 “L’eroina dei due mondi”: Anita Garibaldi

Nelle case degli abitanti della penisola, inesorabilmente portata dal tubo catodico, è scattata l’”operazione Anita”.
Anita Garibaldi naturalmente, protagonista di una nuova serie televisiva in due puntate trasmessa dalla RAI.
E altrettanto naturalmente in questa rappresentazione si assisterà ad una tempesta di politically correct, anzi un’inondazione: i buoni erano le camicie rosse garibaldine e la banda di pirati guidata dal nizzardo, i cattivi naturalmente i soldati imperiali brasiliani e i borbonici.
Eroi impavidi, appassionati filantropi, missionari del Vero, apostoli della libertà: assisteremo quindi ad una rappresentazione della storia come già la leggiamo nei libri di scuola (e in tanti universitari), un vero e proprio acritico indottrinamento pro-risorgimentale, un’apoteosi di retorica in salsa fiction.
Il tutto pagato naturalmente con i soldi pubblici.
Soldi che tutti dobbiamo versare, pagando il canone, volenti o nolenti.

E sia, ma se le cose stanno così, non guasterebbe spendere quei soldi o perlomeno parte di essi per avere una maggiore adesione alla realtà storica, che fortunatamente molti studiosi (si pensi, ad esempio, ai nomi di Gilberto Oneto proprio per Garibaldi o di Roberto Martucci e Massimo Viglione per il periodo risorgimentale nella sua interezza) stanno divulgando e rendendo accessibile a sempre più persone.
Tranne, forse, a coloro che lavorano in “viale Mazzini”.


Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
16 Gennaio 2012

138 La Lega salva Cosentino: un altro rospo da ingoiare in nome del federalismo?

Cosentino è stato salvato dal carcere dalla maggioranza dell’aula della Camera dei Deputati, ma il voto decisivo sembra sia stato proprio quello della Lega Nord.
Nonostante non lo si possa sapere con certezza, in quanto il voto era a scrutinio segreto, molti elementi inducono a pensare che sia proprio così.

Infatti, mentre in commissione giustizia i membri leghisti avevano votato a favore dell’arresto, nei giorni precedenti la votazione alla Camera era stato lo stesso Bossi a intervenire più volte, più o meno velatamente in senso contrario, dichiarando che non c’erano prove che dimostrassero l’affiliazione mafiosa di Cosentino, che il partito lasciava libertà di coscienza ai suoi deputati in merito al voto e addirittura che la Lega non è mai stata giustizialista (e il cappio sventolato a Montecitorio nel periodo di tangentopoli?).

Ma se l’alleanza con Berlusconi è finita, come la Lega tornata di “lotta” ripete continuamente, perché allora ha salvato il suo uomo? Da notare inoltre che la stessa Lega aveva votato a favore dell’arresto dell’altro pidiellino Papa quando il governo Berlusconi era ancora in sella, mentre ora ha preservato dalla prigione Cosentino anche se, almeno a prima vista, non c’è nulla da poter ottenere in cambio.

Il salvataggio leghista di Cosentino ha però causato altri, ennesimi malumori nella base del Carroccio, i cui sostenitori hanno sommerso Radio Padania di telefonate che definire inviperite è un puro eufemismo.
Ma soprattutto ha deluso Maroni che si era speso affinché il partito appoggiasse la richiesta di carcerazione dell’ex-sottosegretario agli Interni.
Già, ma chi era il ministro dell’Interno nel governo di centro-destra da poco esautorato? Proprio Maroni, il sempre più lider maximo della fazione ribelle della Lega.
Non si capisce allora come sia possibile che, se egli è così convinto ora che Cosentino sia un uomo dei Casalesi (come lo pensiamo tutti del resto), non lo fosse anche quando i due erano collaboratori al ministero, con tutte le conseguenze del caso, dato che la questione era già nota a tutti.

Maroni e la Lega tutta hanno dovuto ingoiare anche questi rospi in nome del federalismo forse? Non fateci ridere.


Piergiorgio Seveso, Luca Fumagalli, Roberto Marcante
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
15 Gennaio 2012

137 Addio nefasto 2011, benvenuto 2012 (speriamo bene)

Il 2011 è finito ed il 2012 è incominciato: stanche feste per chi poteva, silenzio angoscioso per altri, cenoni, veglioni, botti per far tacere l’incertezza del futuro.
Normale, direbbero molti, come tutti gli anni.
Ma questo 31 dicembre ha portato la fine anche dell’anno designato come il 150° dell’unità d’Italia.
Il tutto ha causato una alluvione di costose iniziative in tutta la penisola, tese a celebrare quest’anniversario; vere e proprie celebrazioni officiate dal gran sacerdote della religione risorgimentale (nonché resistenziale), il Presidente della Repubblica.

Ma, provando ad indagare un po’ meglio nella storia dell’unificazione della penisola, troveremmo che molte, moltissime cose non sono esattamente come ce le raccontano i libri di storia e che, forse, le celebrazioni non sono esattamente adatte alle VERE circostanze.

Ad esempio: quanti sanno che il generale che comandava le truppe sabaude all’assedio di Roma del 1870 continuò a cannoneggiare la città per ore dopo che venne issata la bandiera bianca da parte dei soldati pontifici? Quanti hanno mai letto della fedeltà dimostrata dalle truppe del Duca Francesco V di Modena che lo seguirono in esilio in Austria affrontando disagi e privazioni incredibili? O ancora, quanti sanno che le logge massoniche organizzavano ogni venerdì santo, e per anni dopo l’unificazione, grandi banchetti di carne in pubblico nella Città Eterna in aperto dileggio ai cattolici? Non abbiamo mai sentito nessuno in dibattiti televisivi o radiofonici spiegare come fosse possibile che mille (dicesi mille) volontari sbaragliassero, comandati da Garibaldi, l’esercito più potente della penisola, quello delle Due Sicilie (cosa che fu resa possibile dalla corruzione e dal tradimento dei generali borbonici comprati dall’oro inglese e piemontese).
Si tace accuratamente del fatto che lo stesso Garibaldi (sì, l’Immacolato e Puro Eroe dei Due Mondi) fosse dedito al commercio di schiavi cinesi dalle coste dell’Asia a quelle del Sudamerica, dove questi poveracci andavano a morire di stenti e fatica.

Se l’Italia fosse una terra seria, si sarebbe colto l’anno appena concluso come un’ottima occasione per organizzare liberi e seri dibattiti storiografici, che avrebbero messo in luce anche questi aspetti scomodi.
E invece? Acritica e totale agiografia (guarda caso “laica e democratica”).
Per altro, pare che gli interessi degli abitanti della penisola in questi tempi di crisi siano più sul proprio portafoglio che sui (dubbi) fasti di un secolo e mezzo fa.

Quindi, con tutto il cuore, ci sentiamo di dire, almeno per questo: addio 2011, benvenuto 2012.


Piergiorgio Seveso
Portavoce Nazionale
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
06 Gennaio 2012

136 Tempo di manovre

Tempo di Natale, tempo di manovre.

L’ultima, varata dal governo presieduto dal professor Monti, ha fatto molto discutere.

E certamente si tratta di una manovra che chiederà, per come è strutturata, “lacrime e sangue”.

Il che sarebbe anche legittimo, se tale manovra fosse diretta (come dovrebbe essere) a garantire un futuro ai giovani, a stabilizzare e far crescere l’economia di una nazione, tassando anche ma equamente.

Invece? L’obiettivo, ripetuto come un mantra da Napolitano e dal professor senator Monti, nonché dai vari economisti ed esperti di finanze, è tutt’altro: “salviamo l’Euro!”.

Infatti, chissà in base a quale arcana ragione, “l’Euro non può fallire”.

E per evitare questa cosiddetta catastrofe, l’aiuto lo si dà non ai pensionati, non ai giovani disoccupati, ma alle banche.

Che guarda caso sono fra quelle entità che han creato il disastro finanziario-economico che stiamo vivendo.

Ridurre i privilegi della Casta come si tagliano le pensioni e si aumenta l’età pensionabile?

Nemmeno a parlarne, eresia meritevole del rogo ben più rovente di quelli accesi mille anni fa! Inoltre, si badi bene, non è per nulla detto che l’ Ita(g)lia, l’Euro e l’Europa si salvino: i tedeschi, ad esempio, in barba al governatore della BCE Draghi, pare abbiano ricominciato a stampare marchi in Svizzera, mentre svariate banche statunitensi in particolare hanno formulato dei contingency plans volti ad ammortizzare una “morte” dell’Euro e dell’Unione Europea.

Quanto durerà la più grande operazione di accanimento terapeutico della storia?
Non ci è dato sapere, anche se la fine del sistema - nazionale ed internazionale - come lo conosciamo, potrebbe essere vicina.

In fondo, i medici sanno che gli accanimenti terapeutici raramente hanno effetti benefici, è raro se non impossibile che il paziente si alzi dal letto.

E’ molto importante quindi per i movimenti autonomisti ed indipendentisti, non solo nella penisola ma a livello europeo, prepararsi ad afferrare le possibilità che sicuramente nasceranno dalla disgregazione della realtà che conosciamo e dal “nuovo mondo”.

Che il crollo avvenga fra uno, due, o dieci anni, il fattore fondamentale è iniziare a far sentire sempre più forte la voce dei Popoli Padano-Alpini e dei vari Movimenti politici che ad essi fan vero riferimento (e non solo, ma anche nelle Nazioni francesi dalla Bretagna alla Linguadoca, degli Spagnoli dalle terre Basche all’Aragona, e al Sud della nostra penisola) in modo da potersi presentare alla sfida della Storia consapevoli della propria identità e dei propri punti forti.


Piergiorgio Seveso
Portavoce Nazionale
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
18 dicembre 2011

135 Agli amici indipendentisti europei

Desideriamo complimentarci con gli amici indipendentisti della penisola iberica e delle Fiandre.

Con i primi per gli splendidi risultati ottenuti nelle recenti elezioni politiche nelle Spagne, che li hanno visti in netta crescita.

Con i secondi a causa del tentativo fallito, da parte del primo ministro designato, l'ineffabile Elio Di Rupo, di comporre un nuovo governo in Belgio dopo quasi due anni di assenza di un esecutivo.

Questa lunga assenza di un potere centrale avvicina a grandi passi l'auspicata dissoluzione del Belgio in due stati egualmente indipendenti e sovrani (uno vallone, l'altro fiammingo).

Tutto ciò non può che far ben sperare per la liberazione delle suddette patrie dal giogo degli stati centralisti che le hanno sottomesse finora, togliendo loro linfa vitale e tarpando le loro ali per impedire che spiccassero il volo verso la libertà e la crescita materiale e morale dei rispettivi popoli.

Ora che la Storia sembra bussare con temibile insistenza alla porta scardinata dello stato italiano (presentando il conto di 150 anni di mala unità), è compito dei movimenti indipendentisti di farsi trovare il più possibile pronti a cogliere questo favorevole momento storico.


Piergiorgio Seveso
Portavoce Nazionale
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
24 Novembre 2011

134 La Lega e la verginità politica ritrovata

Dopo quasi dieci anni di governo, interrotti soltanto dalla breve parentesi del governo Prodi-bis (2006-2008), il che è molto significativo da tutti i punti di vista, la Lega è tornata all’opposizione e ora si erge quale colonna indistruttibile e irremovibile come unica garanzia e difesa contro Mario Monti e il suo governo delle banche.

Ci sembra di vedere in questa mossa un tentativo di ritrovare, agli occhi della base leghista delusa e dell’elettorato in genere, una, chiamiamola così, verginità politica ormai perduta.

Tentativo stucchevole quanto improbabile: come si può ancora credere a questa gente che in parlamento ha votato di tutto in favore del padrone Berlusconi e che in così tanti anni alla guida dell’Italia non ha mantenuto una sola promessa tra le innumerevoli fatte alla gente del nord, contribuendo però, nello stesso tempo, allo sfascio attuale?

Ci viene un sospetto: non è che, sistemati figli, parenti e amici vari e ormai non avendo più nulla da perdere, la Lega voglia approfittare del cambio di governo, andando all’opposizione per nascondere l’imbroglio dello pseudo federalismo calderol-bossiano?

Ora diranno che Monti non lo metterà in pratica per volontà delle banche e dei poteri forti, in quanto si tratterebbe di una riforma rivoluzionaria fatta per il bene del paese e del popolo, ma si tratta piuttosto di una seconda legge porcellum, che di autonomista non ha davvero nulla, tant’è vero che addirittura, se applicata, ridurrebbe invece di accrescere i trasferimenti agli enti locali.

Per concludere vogliamo ricordare agli esponenti di questo partito italiano quel che fa William Wallace-Mel Gibson nel film “Braveheart”, che i leghisti conoscono molto bene tanto da averne fatto impropriamente una loro bandiera, ai nobili che lo hanno tradito.


Piergiorgio Seveso, Davide Alemanni, Roberto Marcante
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
22 Novembre 2011

133 Mario Monti Primo Ministro: siamo sicuri di non essere caduti dalla padella berlusconiana nella brace mondialista?

La crisi? Tranquilli, è arrivato il salvatore della "patria": il Professor Mario Monti!
Perfino gli elettori del PD hanno inneggiato a lui con canti di giubilo (Bella ciao).

Adesso ci penserà lui a risolvere tutti i nostri problemi.

Già, ma come?
Si parla di patrimoniale,
reintroduzione dell’ICI,
ulteriore aumento dell’IVA,
età pensionabile a 67 anni non più a partire dal 2026 ma già dal 2020,
ecc. ecc. ecc.

Chi pagherà questo prezzo salatissimo?
I ricchi forse?
La Marcegaglia che per prima aveva proposto la patrimoniale, subito appoggiata dai sindacati (quando conviene sindacati e “padroni” vanno a braccetto a quanto pare)?
Ai parlamentari vedranno finalmente ridotti i loro privilegi?
Se così fosse temiamo che il governo Monti avrebbe una vita molto breve.

Ma, a proposito, chi è questo Mario Monti?

E’ già stato detto che è nato a Varese, che si è laureato ed ha avuto una lunga carriera accademica all’Università Bocconi di Milano e che ha fatto il commissario europeo per due mandati, nominato per il primo dal governo Berlusconi e confermato per il secondo dal governo Prodi.

Pochi però hanno detto che ha lavorato come advisor alla Goldman Sachs.

Questa è una delle più grandi e influenti banche statunitensi, una di quelle banche che hanno causato l’attuale crisi finanziaria (tra di esse anche la fallita Lehmann Brothers), anzi fu proprio questa banca che inventò i prodotti derivati e che però ha anche il vizio di “prestare” i propri uomini alla politica: appunto Monti, Mario Draghi, il suo stesso amministratore delegato Henry Paulson che fu ministro del tesoro di Bush figlio, Robert Rubin ministro del tesoro per Clinton, Robert Zoellick 11° presidente della Banca Mondiale e altri, tra cui anche Romano Prodi.

Monti, per non farsi mancare nulla, è inoltre membro della Trilaterale e del Bilderberg Group, influentissime lobby (nonché logge) delle quali fa parte anche il presidente europeo Van Rompuy.

Ora, gli stati hanno salvato le banche dal fallimento dopo che queste li avevano mandati in crisi e adesso le banche mandano loro uomini (anche il nuovo premier greco è un banchiere e ha lavorato alla BCE) a salvare gli stati?
Per quale strano tornaconto?
Lo scopriremo purtroppo sulla nostra pelle.

Dal canto nostro auguriamo al senator professor Monti di fallire presto e bene nel suo progetto ministeriale, grazie alla naturale rissosità del panorama politico nostrano.

Sarebbe un ulteriore passo verso la exit-strategy dall'unità italiana e servirebbe a far aprire gli occhi a molti.


Piergiorgio Seveso
Portavoce Nazionale
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
16 Novembre 2011

132 11 novembre 1918: morte dell’Europa

11 novembre 1918. 11 novembre 2011. 93 anni sono passati da quel giorno in cui la Grande Guerra finì.

E da allora, la propaganda italica e patriottarda non cessa di dare una visione retorica ed altisonante della vicenda, con gli eroici soldati in grigioverde che schiacciano la testa al “serpente” austroungarico.

E naturalmente, i nemici di stirpe italica, che pure erano presenti al fronte e in buon numero, vennero demonizzati.

Come durante il Risorgimento, quando tutti coloro che non aderivano al nuovo credo nazionalista vennero laicamente “scomunicati”.

Ma, proviamo a chiederci:
quali furono i reali motivi dietro la patina della retorica?
Quale fu la verità sulla Prima Guerra mondiale?
Se si guarda bene e serenamente, si scopre che quel conflitto non fu voluto dal popolo, ma principalmente dalle èlite internazionaliste e massoniche che colsero l’ occasione per sradicare uno stato antico, sovranazionale, efficiente e con una società relativamente pacifica, amato e rispettato dalle sue popolazioni, nonché l’ultimo vestigio del Sacro Romano Impero e dell’Europa Cristiana medievale, sostituendogli l’americanismo e il modello delle nazionalità.

La causa scatenante della guerra fu, come si sa, l’assassinio a Sarajevo dell’ Arciduca Francesco Ferdinando, perpetrato da Gavrilo Princip.

Non tutti sanno che questo Princip era membro di un’associazione nazionalista segreta para- massonica, e che l’attentatore fu l’ultimo di una serie di tre (uno di essi lanciò una bomba a mano contro l’Erede al Trono): insomma, l’Arciduca doveva morire, e con lui l’Impero Austro-Ungarico.

Quale fu il risultato del conflitto?
I tre grandi imperi multinazionali di diritto divino, Austria-Ungheria, Turchia e Russia, vennero distrutti rispettivamente dal presidente USA Wilson, dai massoni Giovani Turchi di Ataturk, e da persone che di “russo” avevano solo la lingua.

15 milioni di persone morirono in quella che Papa Benedetto XV definì correttamente un’ “inutile strage”, e fra questi morti vi furono 600.000 italiani.

Per cosa?
Per poter completare quello che si voleva fare durante il “Risorgimento”: l’ italiano nuovo, forgiato nel sangue.

”Vantaggi” concreti? Per 600.000 famiglie, una o più tombe; per gli industriali e le élite politiche “nazionali”, altrettanti zeri nei conti in banca.

Come all’epoca il principio delle nazionalità venne usato dalla Società delle Nazioni (o Società della Squadra e Compasso) per demolire Stati funzionanti ed erigere mostruosità geopolitiche, così al giorno d’oggi lo stesso principio può essere usato GIUSTAMENTE per far risorgere una Patria vera, fatta di gente in carne ed ossa e non solo di parole e vuoti principi: quella Lombarda.

E come la Prima Guerra Mondiale si combatté chiedendo agli ita(g)liani un tributo di sangue, al giorno d’oggi si può e si deve combattere ancor più con forza, senza naturalmente chiedere sangue o bruciare cartucce, per una nuova Lombardia: libera, indipendente e grande in un’Europa dei Popoli, e non delle banche.

Piergiorgio Seveso, Davide Alemanni, Roberto Marcante
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
14 Novembre 2011

131 Le negative conseguenze politiche dell'incontro interreligioso di Assisi del 27 ottobre 2011

Sembrerà strano a chi legga questo comunicato che un partito politico si occupi dell’incontro interreligioso che si è svolto il 27 ottobre u.s. ad Assisi, nel venticinquesimo anniversario della prima riunione di questo tipo voluta da Giovanni Paolo II sempre ad Assisi il 27 ottobre 1986.

Il Fronte Indipendentista Lombardia ritiene però doveroso dare ai propri militanti, sostenitori ed elettori una propria chiave di lettura di questo avvenimento.

Innanzitutto, essendo il Fronte un movimento indipendentista ed identitario, non può che essere molto legato alle radici e tradizioni, non ultime quelle religiose, della propria terra e dei propri avi, e di conseguenza non può fare a meno di sottolineare come queste riunioni tendano ad amalgamare, parificandole, tutte le religioni del mondo in un’unica e universale “religione della pace”.

Ciò è stato confermato dallo stesso organizzatore di questi incontri a cadenza annuale, Andrea Riccardi, responsabile della Comunità di Sant’Egidio, il quale ha spiegato che essi si ispirano ad una fantomatica religione universale preconizzata agli inizi del ‘900 da un rabbino livornese, tale Elia Benamozegh.

Inoltre a questo Ufficio Politico sembrerebbe che tali riunioni ecumeniche, condannate tra l’altro da Pio XI nell’Enciclica “Mortalium animos”, ricordino in maniera impressionante i lavori delle Logge massoniche, ove, come gli stessi grembiulini dicono, in spirito di fratellanza (massonica appunto) uomini di tutte le religioni, conservando ognuno la propria credenza (o non credenza), lavorano assieme per il “bene” temporale dell’umanità.

Ora, tra i tanti frutti marci della massoneria nel corso dei secoli annoveriamo, solo per citarne un paio, il gran sabba della Rivoluzione francese e la devastante Rivoluzione italiana, chiamata col nome altisonante di risorgimento.

Di quest'ultimo noi lombardi, insieme agli altri popoli della penisola italiana, portiamo ancora oggi le tragiche ferite.

Per questo il Fronte Indipendentista Lombardia sente il dovere morale di mettere in guardia i propri connazionali e tutti gli uomini di buona volontà dal sottovalutare tali eventi, che solo in apparenza sembrerebbero attenere soltanto alla sfera religiosa e veicolare contenuti positivi per la pace sociale.


Piergiorgio Seveso
Portavoce Nazionale
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
7 Novembre 2011

130 Il Fronte è con gli alluvionati della Liguria

Abbiamo sentito le notizie e visto le terribili immagini della violentissima alluvione che ha colpito ieri Genova e ne siamo rimasti esterrefatti.

Desideriamo quindi manifestare la nostra vicinanza a tutte le persone che stanno soffrendo a causa di questo tragico evento e di quello simile che la scorsa settimana ha devastato il Levante ligure e le Cinque Terre.

Ci addolora soprattutto il fatto che ci siano state purtroppo delle vittime e tra queste dei bambini.

A loro e ai loro cari va in particolare il nostro pensiero e la nostra prece.

Non possiamo però fare a meno di denunciare che queste erano tragedie annunciate, non solo per l’allerta meteo di questi giorni sottovalutato dalle autorità competenti, le quali hanno chiuso i cimiteri ma hanno tenuto aperte le scuole, ma innanzitutto per la cementificazione selvaggia che ha violentato nel corso degli anni il territorio ligure.

Se si continua a disboscare senza freni e si riducono gli alvei dei fiumi e dei torrenti per avere sempre più aree edificabili, poi non ci si può meravigliare che il terreno non trattenga più l’acqua quando piove forte provocando magari anche delle frane e che i fiumi straripino in men che non si dica.

A questo si aggiunga anche la sempre più grave riduzione di trasferimenti di fondi da Roma, che causa inevitabilmente la mancanza di risorse per la manutenzione straordinaria (se non anche ordinaria) degli argini.

Questi due fattori, la cementificazione e la mancanza di fondi per la manutenzione, sono dei gravissimi problemi che toccano da vicino anche noi, come ci ricorda l’alluvione di due anni fa a Varese.

Ci chiediamo inoltre chi ripagherà i poveri alluvionati che hanno perso tutto, dato che proprio ai varesini danneggiati dall’evento di due anni fa non sono ancora arrivati i fondi che erano stati loro promessi.

Cogliamo l’occasione per salutare gli amici del Movimento Indipendentista Ligure e per renderci loro disponibili per qualsiasi necessità legata alle suddette alluvioni.


Piergiorgio Seveso, Davide Alemanni, Roberto Marcante
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
5 Novembre 2011

129 Veneto: dal plebiscito truffa alla rinascita

Il Fronte Indipendentista Lombardia non manca di ricordare il tragico anniversario del plebiscito truffa che si tenne nelle terre venete nel 1866 per la loro annessione al Regno d’Italia, di cui pochi giorni fa ricorreva.

I Savoia, dopo aver vinto una guerra per procura, sfruttando la vittoria prussiana sugli austriaci, si facevano consegnare l’ambita preda veneta con una grottesca triangolazione Austria-Francia-Piemonte.

Il tutto veniva suggellato da un plebiscito, più vicino a certe votazioni oggi tipiche solo dei paesi tribali, monitorati da osservatori internazionali.

Vogliamo ricordare quindi come il governo sabaudo con la truffa, l’inganno e la violenza costrinse le popolazioni locali ad unirsi all’appena nato Regno d’Italia e come, per andare sul sicuro, manomise ulteriormente i risultati del voto, in un crescendo ripugnante di violenza e frode.

Il Veneto allora era una nazione ricca e fiorente, degna erede della Serenissima Repubblica, ma gli italiani portarono anche qui, con l’unificazione, miseria e povertà.

Infatti il Veneto fu la zona della penisola italiana che vide le maggiori emigrazioni, soprattutto all’estero: una vera e propria diaspora che i veneti, nel mondo e in patria, piangono ancora oggi.

Pur in un anniversario tanto carico di amari ricordi per tutti noi, ne approfittiamo per congratularci con gli amici di Veneto Stato per il progressivo rafforzamento dovuto ad un serrato e franco dibattito interno e formuliamo loro i migliori auguri per i futuri appuntamenti interni.

Veneto Stato rappresenta una grande risorsa per la propria terra e la propria gente, ma anche per tutti gli indipendentisti che, nella penisola italiana e in Europa, lottano per la liberazione delle rispettive patrie e popolazioni dagli occupanti/invasori di turno.

Pur nella pluralità dei diversi movimenti indipendentisti, l’unità interna dei singoli movimenti è garanzia per qualsiasi futura attività sul territorio, affinchè tutti possano farsi trovare pronti al grande appuntamento con la storia, quello legato alla fine e al superamento dell’Unità italiana.

Rivolgiamo perciò agli amici veneti e a tutti gli altri movimenti indipendentisti un invito all’unità e alla collaborazione poiché l’unione e la collaborazione fanno la forza.

VIA DALL’ITALIA
LOMBARDIA E VENETO INDIPENDENTI
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
31 Ottobre 2011

128 Napolitano e l’indipendentismo

Anche al Fronte Indipendentista Lombardia spetta il dovere di analizzare il breve intervento che Giorgio Napolitano ha dedicato al tema della secessione e dell’eventuale superamento dello stato unitario italiano durante la sua visita a Napoli il 30 settembre 2011.

Sembra indubitabile che in questi ultimi anni gli interventi dei presidenti della Repubblica siano coperti da una forma implicita di infallibilità e tutti gli attori politici debbano prestare ad essi un pieno assenso della mente e del cuore oppure un ossequioso e deferente silenzio.
Pur dimorando in un palazzo che un tempo apparteneva ad un Pontefice (quello sì infallibile per grazia divina e per il divino ufficio che esercitava) ci sembrerebbe strano che per una sorta di misteriosa osmosi questa infallibilità si sia trasmessa all’attuale possessore del Quirinale.
Ci sbagliamo? Il Presidente della Repubblica italiana è forse infallibile?

I fatti sembrerebbero smentirlo: ad esempio la frase “Non esiste una via democratica alla secessione” è palesemente un anacronismo storico, un assurdo giuridico, un presa di posizione che ignora la storia ed il comune buon senso.
Ci è lecito dirlo oppure questa frase appartiene al magistero presidenziale infallibile?
Manchiamo forse di rispetto al Capo dello Stato se con vigore e con rispettosa forza facciamo notare all’opinione pubblica questo errore?
Gli Stati non sono eterni, i confini sono mutabili, anche solo per il semplice fatto che sono mutati.
Quanti governanti, quanti ministri, quanti uomini politici hanno proclamato immutabile e sacrale una situazione, una condizione, uno status e la Storia, maestra e giustiziera, si è incaricata di smentirli, di farli cadere nell’oblio, a volte nel ridicolo, a volte nel fango della condanna e del disonore?


Piergiorgio Seveso
Portavoce Nazionale
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
20 Ottobre 2011

127 Lettera ai sindaci perplessi

In questi giorni abbiamo avuto occasione di leggere una lettera del sindaco leghista di Macherio, mandata al Corriere della Sera, e che ha suscitato un certo interesse.
In essa si toccano, infatti, dei temi che anche noi abbiamo spesso meditato.
Tra i più interessanti: la Lega Nord oramai trasformata in “Lega romana”, in articolati intrecci economici con i partiti centralisti, vincolata ad un sistema di scambi di clientele e prebende, legate a quello stato centralizzato che si voleva smantellare per far posto alla “Padania”.
Fino alla fine degli anni ’90 il motore dell’attività era l’indipendenza (o forse meglio e più ingannevolmente la “secessione”), ora è federalismo.
Il secondo tema interessante: la constatazione della vacuità degli slogan ripetuti da Bossi, nella stanca cornice di Venezia, slogan incapaci di animare lo spirito di indipendenza dei popoli padano-Alpini, sopiti da mille giravolte e altrettanti dietrofront.
Al di là della bontà dell’operato dei singoli funzionari ed amministratori centrali o locali, la Lega Nord ha perso la sua vocazione e ha cessato il suo ruolo storico.

E quindi, che fare?

Sicuramente questa domanda se la sono posta tante volte parecchi amministratori della lega, e magari, o per calcolo o per conformismo di partito o per abitudine, non sono riusciti a darsi una risposta soddisfacente.
E tuttavia, noi possiamo dire a questi amministratori che nella nostra Regione una risposta esiste, una risposta che si chiama Fronte Indipendentista Lombardia, una risposta di rottura che azzera i tradizionali riferimenti della politica italiana, mutando alla base il sistema di valori di riferimento.

Il Fronte è un’organizzazione politica che si sforza di fornire un’alternativa a tutti i partiti italiani (lega compresa), un’alternativa davvero indipendentista.
Punto primo del nostro programma è difatti l’indipendenza della Lombardia, da raggiungersi certo in modo graduale e progressivo.
Come primo passo è fondamentale una riscoperta vera (e non solo folcloristica o strumentale) della lingua e della cultura lombarda e conseguentemente del suo spirito nazionale, passando al contempo all’impegno politico sul territorio.
Questo è il percorso obbligato che deve precedere qualsiasi iniziativa di tipo referendario che possa svellere le catene legislative che la Costituzione del 1946 ha posto ai piedi dei popoli italiani.
Una Lombardia indipendente potrà stare al passo delle più avanzate nazioni europee: basti pensare che le tasse sono da noi elevatissime, quasi come in Scandinavia.
Con una differenza: le tasse in Svezia vengono reinvestite per migliorare la nazione, e reinvestite bene.
Qui invece, e gli amministratori lo sanno, lo Stato centrale divora e brucia e ai comuni rimangono solo le briciole.

Sul sito del Fronte Indipendentista Lombardia gli amministratori potranno altresì trovare il programma politico completo (www.frontelombardia.net).
Non esitino a contattarci, se vogliono davvero voltare pagina.


Piergiorgio Seveso
Portavoce Nazionale
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
16 Ottobre 2011

126 Voci di epurazioni in Lega

Voci di numerose epurazioni in casa Lega, anche di esponenti importanti, vengono ogni giorno riportate su tutti i giornali locali e anche su molti quotidiani nazionali a quasi una settimana dal congresso-farsa di Varese.
A queste si aggiunge la pubblicazione dei documenti che provano che la Lega ha ricevuto molti soldi (si parla di 70 miliardi di lire) da Berlusconi agli inizi degli anni 2000 per ripianare i propri ingentissimi debiti, in cambio di un'alleanza di ferro con lo stesso Cavaliere.

Noi del Fronte Indipendentista Lombardia siamo inorriditi da questa situazione, soprattutto per come vengono trattati i militanti, al lavoro dei quali i vertici leghisti devono praticamente tutto: non sarebbero seduti sulle comode poltrone dei palazzi romani e non percepirebbero lautissimi stipendi se non fosse stato per l'impegno della base.
Dall'altro lato, noi che cinque anni fa, quando uscimmo dalla Lega per fondare il Fronte perchè schifati dall'andazzo che essa aveva già preso e che fummo per questo tacciati di essere dei traditori, adesso possiamo anche con una certa soddisfazione affermare: ve l'avevamo detto!!!
Alcuni ci dissero anche che avremmo dovuto combattere da dentro invece di andarcene sbattendo la porta.
A queste persone diciamo: visto che il coltello dalla parte del manico ce l'hanno sempre loro? Sono furbi. Hanno fatto un congresso-farsa e ora espelleranno i dissidenti, come del resto hanno sempre fatto in Lega (e come avrebbero fatto anche con noi), da Miglio in poi, con quelle persone con un minimo di cervello che avrebbero potuto mettere in ombra il capo.

Capo che, nonostante tutto e nonostante sia anche visibilmente ormai incapace di guidare il partito e, ciò che più importa, di fare il ministro, continua ad essere visto dai militanti come un idolo.
A noi sembra invece che i documenti sui citati accordi tra Bossi e Berlusconi, iniziati già alla fine degli anni '90, dimostrino chiaramente che il segretario della Lega aveva già tradito il suo popolo molto tempo prima della sua malattia.

A questo punto ci sentiamo di dover rivolgere un appello alla base leghista: cari patrioti, traditi come noi da chi credevamo amico, aprite gli occhi, mandate a quel paese questa gentaglia e unitevi a noi nella battaglia per una Lombardia libera dall'Italia e dalla Lega padrona.


Piergiorgio Seveso, Luca Fumagalli, Roberto Marcante
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
14 Ottobre 2011

125 FARSA CONTINUA

Dopo l'ennesima farsa di "democrazia interna", messa in scena dalla Lega Nord durante le recentissime elezioni per il rinnovo della carica di segretario provinciale varesino, il Fronte Indipendentista Lombardia è tenuto ad intervenire per due ordini di motivi.

Il primo è per esprimere la soddisfazione di fronte all'umiliazione delle velleitarie e parolaie opposizioni interne.
I sogni svaniscono, come sempre, all'alba e noi possiamo solo immaginare lo sconcerto e l'amarezza dei tanti "durissimi e purissimi" che per anni e anni hanno millantato potere e autorevolezza all'interno della lega varesina e ora vengono tacitati come intrusi, additati come zimbelli, sbeffeggiati come traditori.
Eccola la vostra Lega, che Vi umilia e Vi schiaffeggia! Ecco la presunta "superiorità morale" di una parte della lega varesina che si rivela per quello che era: un favola consolatoria da raccontarsi nel chiuso delle sezioni o in private conventicole pseudo-rivoluzionarie.
Noi guardiamo divertiti dall'esterno e mossi da sentimenti più di pietà che di disgusto.

Il secondo motivo per cui il Fronte interviene è per ricordare che nel grande naufragio della verità e dell'onore che ha caratterizzato quest'ultimo decennio leghista, esistono scialuppe di salvataggio pronte a raccogliere i naufraghi in buona fede, senza chiedere nè abiure, nè sconfessioni, per portarli in un nuovo modo di fare politica.
Una di queste è indubbiamente il Fronte Indipendentista Lombardia, attivo sin dall'estate 2006 e sempre presente in tutti gli appuntamenti elettorali.

Passate con noi, rigettate la politica familistica, i satrapi e i cortigiani, l'abbraccio mortale coi poli italiani, e ritroverete parte di quello spirito della Lega originaria che probabilmente non avete dimenticato, insieme ovviamente alle peculiarità del nostro movimento politico.


PierGiorgio Seveso
Portavoce Nazionale
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
09 Ottobre 2011

124 20 settembre: l'orribile anniversario

In questa giornata, i corifei e cantori della cosiddetta “unità nazionale” trovano uno dei loro maggiori momenti di fasto e celebrazione.
Si tratta della “breccia di Porta Pia”: i Bersaglieri al comando del generale Luigi Cadorna invadono la Città Eterna, l'ultimo baluardo del Papa Pio IX contro quella che è stata ben definita la “rivoluzione italiana”.

Giovani della penisola italiana contro giovani della penisola italiana: questa era la realtà che il “risorgimento” era riuscito a creare, e proprio in nome dell'unità fra popoli che non erano e non avrebbero mai voluto (e dovuto) essere uniti.

Né mancarono, in quel 20 settembre del 1870, episodi sgradevoli per non dire di vera e propria crudeltà; fra i primi si può ricordare l'ingresso a Roma, subito dopo i bersaglieri, di un carretto trainato da un cane e carico di bibbie protestanti. L'animale rispondeva al nome di “Pionono”.

Fra i secondi, invece, basti accennare all'ordine di Cadorna di continuare a cannoneggiare la città dopo che venne innalzata la bandiera bianca da parte dei soldati del Papa.

Questi ultimi invece adottarono un comportamento esemplare sotto l'aspetto militare e quello umano: si difesero lo stretto necessario cercando di rallentare il più possibile gli assalitori, peraltro molto più numerosi, e sapendo di combattere una battaglia già persa in partenza.
Il comandante supremo pontificio, generale Kanzler, avrebbe desiderato (e potuto) continuare la lotta, ma arrivò l'ordine diretto di Pio IX di cessare le ostilità: l'obiettivo era difatti stato raggiunto.
Il Papa aveva dimostrato alla comunità internazionale di cedere il suo Principato solo perché attaccato e sconfitto con la forza delle armi.

  Anche da questa estremamente sommaria narrazione dei fatti si dovrebbe capire come gli sconfitti del 20 settembre si siano meritati il ricordo perlomeno cavalleresco di chi li ha battuti.
E invece nulla.
La storia la scrive chi vince, e purtroppo questo è un caso emblematico: celebrazioni su celebrazioni dell'invasione di un pacifico stato sovrano e amico (in teoria) di casa Savoia, parate, medaglie e onori per gli aggressori, poi saldamente insediatisi nell'Urbe.
Totale oblio per gli Zuavi e i Militari dell'Esercito di Pio IX.
Il comandante, il generale Hermann Kanzler, è sepolto in un'anonima tomba al Pincio, che non viene da nessuno (e men che meno dal Comune di Roma, responsabile formale di essa) curata: nemmeno un fiore sta a ricordare chi vi giace.

L'appiattimento della verità storica e del ricordo dell' “altra parte” venne poi perseguito sistematicamente attraverso le due istituzioni totalizzanti: la scuola e il servizio di leva, a cui si aggiunse (per chi poteva permettersela) l'università, tutti e tre tesi a costruire l'uomo nuovo, laico e democratico: l'italiano (ma quello artificiale). L'operazione ha avuto successo, bisogna ammettere.
Chi, specialmente fra i giovani, si ricorda oggi degli Zuavi pontifici?
Chi si ricorda, se non in versioni dolorosamente distorte e faziose, delle Nazioni e delle vere Patrie precedenti al 1859/60?
La soppressione dell'identità nazionale (quella vera) è stata portata avanti anche contro le popolazioni Padano-Alpine: e fra essi, in particolare i Lombardi (ma anche Veneti, Piemontesi, Liguri, e così via).
Chi prova a ricordare che queste sono vere Nazioni viene tacciato di “anti-italianità”, nuovo atroce crimine.
La stessa cosa di cui i cattolici intransigenti, per inciso, venivano accusati.

Un collegamento fra oppressi e (apparentemente e momentaneamente) perdenti che trascende i secoli.
Che lega in una fratellanza ideale contro lo Stato oppressore e centralista il più umile Militante Indipendentista e l'anonimo Zuavo, soprattutto in una giornata significativa come questo 20 settembre 2011.

Il Fronte Indipendentisca Lombardia non può che conservarne con forza il ricordo e rendere anche il loro ricordo come sostanza della propria azione politica.


PierGiorgio Seveso
Portavoce Nazionale
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
30 Settembre 2011

123 UN APPELLO ALLA POLITICA LOCALE LOMBARDA: E' IL MOMENTO DI SCEGLIERE

Uno dei problemi più gravi che stanno emergendo, nell'ambito dell'analisi che il mondo indipendentista lombardo sta elaborando in merito all'attuale situazione politica italiana, e' sicuramente l'attacco alla struttura comunale che Roma sta attuando.

Nascondendosi dietro fantomatici risparmi, in realtà una goccia nel mare dello spreco pubblico italiano, la politica romana sta cercando di delegittimare quella rete politico-sociale che è sempre stata il vanto di una regione come la Lombardia, rappresentata in gran parte dalla parte migliore di coloro che si occupano della cosa pubblica.
Persone che, spesso a fronte di compensi irrisori, hanno sempre contribuito alla quotidiana risoluzione dei problemi dei cittadini che abitano soprattutto i piccoli comuni lombardi.

Riteniamo inoltre che questa manovra nasconda anche un altro scopo: l'annullamento della specificità e dell'identità di queste piccole comunità, che secoli di storia hanno costruito e che un colpo di spugna del potere centrale vorrebbe cancellare per sempre.

A questo punto pensiamo che sia giunta l'ora di decidere in quale campo si debba stare: o con Roma o con la Popolazione Lombarda.

E' per questo motivo che facciamo appello a tutti coloro che hanno rappresentato sinora le istituzioni locali lombarde: E' GIUNTO IL MOMENTO DA PARTE VOSTRA DI VALUTARE SERIAMENTE L'OPZIONE INDIPENDENTISTA LOMBARDA, l'unica che può salvare la nostra gente dal marasma romano e dalle tempeste che stanno travolgendo lo Stato italiano.

Non importa a quale schieramento abbiate appartenuto finora, non importa quale sia stato il vostro percorso politico, una sola cosa deve essere messa in primo piano: la LOMBARDIA e le vostre comunità, rifuggendo anche soluzioni pseudo-padaniste che coloro che avrebbero dovuto difendervi, e che si sono dimostrati i peggiori traditori che la storia lombarda ricordi, vi propongono ora come alternativa, esclusivamente per salvare loro posizioni personali di privilegio.

Una Lombardia Indipendente può stare tranquillamente al passo delle nuove realtà locali europee che si stanno facendo avanti, nel superamento degli Stati centralisti che sta avvenendo ovunque.
E voi potete essere il punto di partenza di questa nuova realtà.
Dai piccoli comuni lombardi può partire la piccola onda che si trasforma nello tsunami epocale che travolgerà Roma ed i suoi mentori.


VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PIerGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
25 Agosto 2011

122 ROMA COLPISCE PER L'ENNESIMA VOLTA LA LOMBARDIA

Dopo lunga gestazione il governo italiano ha finalmente partorito la manovra economica aggiuntiva che, a detta dei responsabili (o irresponsabili ….) romani e' stata loro richiesta dai mercati finanziari per continuare a sostenere il carrozzone italico.

Orbene, senza entrare nel dettaglio dei provvedimenti di carattere fiscale che sicuramente colpiranno, direttamente o indirettamente i cittadini lombardi, sono i tagli nei confronti degli Enti Locali quelli che piu' indignano un Movimento come il nostro, che ritiene che la base della propria azione politica sia il legame con il Territorio.

Non solo vi saranno notevoli tagli agli stanziamenti a Regioni e Comuni, che hanno provocato le (sicuramente temporanee ….) proteste di Formigoni e di importanti Sindaci, tutti concordi a cantare il de profundis del tanto pubblicizzato federalismo, ma saranno cancellati interi comuni con una manovra di accorpamento.

Mentre i cittadini chiedevano robusti tagli alla Casta parlamentare, a fronte anche dei recenti articoli di stampa che indicavano con chiarezza i privilegi di lorsignori, viene invece colpita la parte spesso migliore della politica stessa, quella composta da migliaia di amministratori locali che, al costo di modestissimi compensi, garantiscono la vicinanza delle istituzioni alla popolazione.

Senza contare il fatto che, con questi accorpamenti, sara' sempre piu' difficoltoso per i cittadini avere accesso ai servizi, soprattutto a quelli che si occupano dell'assistenza diretta nei confronti di anziani, disabili, ecc.

A questo punto, deve alzarsi in modo forte la voce della cittadinanza Lombarda, derubata per l'ennesima volta da Roma e, in modo clamoroso, per mano di personaggi che si sono sempre vantati delle loro origini lombarde.

Non solo ci portano via i nostri rappresentanti locali, ma anche tutto quel patrimonio di Identita' e Tradizioni che le nostre collettivita' comunali hanno rappresentato nei secoli.

Mobilitiamoci tutti per diffondere nei Lombardi la consapevolezza che l'unica strada percorribile e' quella dell'INDIPENDENZA e cacciamo i traditori del Popolo Lombardo dalla nostra Terra.


VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PIerGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
14 Agosto 2011

121 Il magistero politico di Gianfranco Miglio a dieci anni dalla morte

Cinque anni, come oggi, il Fronte Indipendentista Lombardia, con una sua delegazione, deponeva una corona sulla tomba del Professor Gianfranco Miglio al cimitero di Domaso.

“Nella figura del Prof. Miglio, che assolutamente non intendiamo strumentalizzare, riconosciamo i tratti dell'impegno politico scevro da sporchi e squallidi interessi economici e sostenuto unicamente dall'amore per la propria Terra e la sua Liberta'.
Ricordiamo i discorsi lucidamente infuocati e profondi del Professore in quel di Pontida e ricordiamo l'odio cieco e la sordida invidia che i piccoli luridi dirigentelli del partito provavano nei suoi confronti alla vista del successo e della popolarita' di Miglio e del suo rivoluzionario messaggio tra il Nostro Popolo.”


Con queste espressioni, certamente polemiche ma non prive di validità, si esprimeva allora la dirigenza del nostro Movimento.

Queste espressioni, da Portavoce nazionale, mi sento di sottoscrivere ancora.
Del vasto magistero politico ed accademico ogni movimento politico, sia esso federalista o indipendentista, può trarre suggerimenti e ispirazioni, ora felici e arricchenti, ora più strumentali e accessorie, ora più fedeli all'essenza del sua pensiero, ora meno.

Se per un istante vogliamo astrarci dalle abissali miserie del dibattito politico odierno, non possiamo che rilevare quanto siano state profetiche le riflessioni del professor Miglio sul progressivo svuotamento e sgretolamento (anche formale) delle democrazie rappresentative (così come uscite dalle rivoluzioni e dalle manomissioni ideologiche settecentesche), tragicamente anticipatrice è stata anche la sua analisi della fine inesorabile dello Ius publicum europeum (frutto finale della tarata pace di Westfalia) in questi decenni di “missioni democratizzatrici”; di guerre asimmetriche e di conflitti endemici.

Ben lungi dal volere dare una chiave di lettura univoca, la riflessione politica frontista, specie di questi ultimi due anni, preferisce però cogliere gli aspetti più neomedioevalistici del pensiero del professor Miglio, sicuramente più fecondi, e ancorandoli altresì ad un solido orizzonte valoriale, trasmessoci dalla tradizione, dalla cultura e soprattutto dalla religiosità delle nostre terre, farne progressivamente materia di riflessione e di azione politica.
Questo è l'aspetto più “nostro” del pensiero del professor Miglio, preside per ventinove anni della facoltà di Scienze politiche dell'Università Cattolica del Sacro Cuore in Milano, è stata e sarà una delle cifre distintive dell'azione politica e culturale del Fronte Indipendentista Lombardia, anche negli anni a venire.



PierGiorgio Seveso
Portavoce FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
11 Agosto 2011

120 Ricordando la vergogna di Bronte: un revisionismo necessario

Lo sfrondamento dell'etica patriottica risorgimentale, avviato dopo il Sessantotto e il crollo del sentimento nazionale, ha aiutato a far piazza pulita di molte frottole che ai giovani studenti la scuola italiota imponeva fin da piccini attraverso la melensa ed edulcorata visione del Risorgimento proposta da Cuore di De Amicis e la fervida inventiva di G.C Abba ne Le notarelle di uno dei Mille, inquietante nella sua pretesa di essere un diario di mera cronaca.

Nonostante i testi scolastici persistano a preferire le figurine Liebig alla verità documentaria, ormai la visione tradizionale di Risorgimento vacilla grazie all'inclito lavoro di molti studiosi, spesso estranei al mondo accademico (parliamo dei vari Pellicciari, Alianello e Costa Cardol) e la verità fuoriesce in tutta la sua tragica evidenza.

“Si scopron le tombe, si levano i morti,/ I martiri nostri son tutti risorti” cantava Luigi Mercantini, modesto poeta tardoromantico, peccato che i Martiri del Risorgimento abbiano le mani grondanti di sangue innocente e insudiciate dal vile mercimonio…

Dai sepolcri risorgimentali si potrebbero trarre miriadi di storie agghiaccianti, tra le quali spiccano i famosi fatti di Bronte in Sicilia.

La mera cronaca dell'evento, nella versione datacene da Verga nella novella Libertà , mostra, senza ombra di dubbio, quanto questi eventi siano difficilmente inquadrabili nella nozione comune di “Risorgimento”: una ribellione popolare dei berretti, ossia dei poveri contadini, in nome di Garibaldi (o meglio delle sue illusorie promesse), dell'Italia e della libertà contro i cappelli, ossia i cittadini agiati, venne soffocata nel sangue dal generale garibaldino Bixio, inviato sul luogo dallo stesso Garibaldi.

Perché mai Garibaldi avrebbe dovuto usar violenza contro agitatori che lo invocavano?

La questione è in realtà ben più complessa e merita un maggior approfondimento: innanzitutto è necessario specificare che la cittadina di Bronte sorge all'interno di un territorio che, all'epoca, apparteneva al feudo siciliano noto come Ducea di Nelson.

Nel dicembre del 1798, infatti, l'ammiraglio inglese Horatio Nelson, celebre vincitore delle battaglia navale di Abukir contro Napoleone, portò in salvo Ferdinando IV di Napoli (e III di Sicilia) e la moglie Maria Carolina dalla capitale partenopea , che stava per essere conquistata dalle truppe del generale francese Championnet, verso la tranquilla Sicilia; in aggiunta l'ammiraglio Nelson si prodigò nella repressione della Repubblica Partenopea, tanto che uno dei principali esponenti, l'ammiraglio Francesco Caracciolo, venne impiccato su una sua nave in sua presenza.

In cambio di questi eccellenti servigi Ferdinando diede all'ammiraglio inglese la possibilità di prendere in dono un feudo: Nelson scelse quello di Bronte , ottenendone anche il titolo trasmissibile di duca.

Anni dopo, la presa (o forse sarebbe meglio dire compravendita) di Palermo, il 27 maggio 1860, la chiamata alle armi dei siciliani da parte del generale Garibaldi trovò del tutto sordi i contadini brontesi, oppressi da una piaga ben più ulcerosa che la presunta “tirannide” borbonica, molto difficilmente percepibile lontano da Napoli per il suo carattere di monarchia di Ancient Regime , quella della fame e della miseria secolare.

Trovò orecchie ben attente invece tra alcuni maggiorenti, autodefinitisi liberali, che costituirono un comitato di liberazione a cui aderirono anche i rappresentanti della Ducea, beninteso con lo scopo di perpetuare, in forme ancor più odiose, la loro supremazia sulla cittadinanza brontese.

Davanti a queste figure echeggia nelle orecchie la sordida figura creata da Federico De Roberto: il duca Gaspare d'Oragua, personaggio de I Vicerè (1894), il cui motto, parafrasando la massima di D'Azeglio, era “Abbiamo fatto l'Italia, ora dobbiamo farci gli affari nostri”.

Il popolo di Bronte, attratto dalle false promesse di Garibaldi, frattanto chiedeva che venisse attuata la divisione delle terre demaniali, già prevista da Francesco II di Borbone, ma evidentemente ciò si scontrava irrimediabilmente con gli interessi del notabilato locale, in particolar modo quelli della duchessa di Bronte e dei suoi rappresentanti.

La tensione crebbe durante tutto il mese di Luglio, mentre sempre più si levavano alte le voci contro i cappelli, fino a che la sera del 29 Luglio le campane a martello della chiesa dell'Annunziata chiamarono a raccolta i cittadini; la rivolta scoppiò per vendicare gli sputi raccolti, davanti al Casino dei nobili, dal povero mentecatto Nunzio Ciraldo Fraiunco, che nel pomeriggio, con una fascia tricolore alla testa e un tamburo in mano, aveva gridato slogan contro i proprietari terrieri; evidentemente questo era però l'esito della rabbia accumulata da mesi e di una rivolta programmata, a cui avevano aderito anche i carbonai, strato infimo e derelitto della società.

La rivolta di Bronte assunse immediatamente un carattere violento e vendicativo, forse ben al di là del ragionevole, e la chiamata in causa del moderato avvocato liberale Niccolò Lombardo (che aveva già difeso parecchi cittadini di Bronte contro i proprietari terrieri) non servì a calmare gli animi: al grido di “Viva l'Italia!Viva Garibaldi!” il sangue, irrancidito dall'odio incolmabile, scorse copioso per le vie del paese.

Non fu tanto l'aspetto cruento della rivolta a spingere Garibaldi ad intervenire quanto le risentite richieste dei consoli inglesi di Messina e Catania, ben consapevoli che l'arrivo del Nizzardo allo Stretto non fosse merito del tanto celebrato coraggio dei Mille ma delle sterline di Lord Palmerston, primo ministro inglese, sapientemente distribuite dall' ammiraglio inglese sir Roger Mundy, che precedeva via mare l'avanzata dei Mille corrompendo e minacciando gli ufficiali borbonici, e dall'ammiraglio Carlo Pellion di Persano, che tallonava Garibaldi per conto di Cavour: la conquista della Sicilia fu attuata per via marina più che per via terrestre! Indubbiamente dietro queste manovre politiche si nasconde la fitta trama di relazioni tra Inghilterra liberale, Piemonte cavouriano e Garibaldi: il generale Nizzardo, sin dai tempi della permanenza nell'altro mondo, intratteneva un buon rapporto con gli inglesi da cui ricevette gran parte dei finanziamenti che gli consentirono di condurre un'esistenza da avventuriero part time: Garibaldi non poteva certo rifiutarsi in quest'occasione di aiutare gli amici inglesi!

Per evitare il coinvolgimento personale il duce dei Mille inviò Nino Bixio, personaggio collerico e violento.

Giunto a Bronte con due battaglioni di garibaldini, Bixio dichiarò lo stato d'assedio, con l'accusa di lesa umanità, arrestando i presunti colpevoli, tra cui il pacifico avvocato Lombardo.

Naturalmente il processo sommario, senza possibilità di difesa, da parte del tribunale militare assunse un mero carattere vendicativo dato che Bixio ne aveva già decretata la morte: i cinque imputati vennero condannati a morte in nome di Vittorio Emanuele II (il quale non aveva ancora alcuna autorità su quelle terre), senza peraltro individuare le precise responsabilità personali.

La sentenza venne eseguita in loco il giorno successivo: il plotone ebbe solo pietà per il povero mentecatto, malcapitato e sicuramente strumentalizzato dai rivoltosi; pietà non ebbe invece Bixio che lo finì con un colpo di pistola alla testa mentre costui invocava la grazia della Madonna.

Il fatto di Bronte e della sua rivolta filogaribaldina soffocata dai garibaldini è secondo noi apertamente comprensibile alla luce di una paginetta dell'Abba che narra l'incontro dei Mille con un certo frate Carmelo.

All'affermazione delle camicie rosse che “Il popolo avrà libertà e scuole."
Il frate risponde:
"-E nient'altro! perché la libertà non è pane, e la scuola nemmeno.
Queste cose basteranno forse per voi Piemontesi: per noi qui no.”

Il popolo non sapeva cosa farsene della “libertà”, soprattutto dato che questa significò solo un'oppressione straniera ben più feroce.

Il Fronte Indipendentista Lombardia esprime quindi, una volta di più, solidarietà e vicinanza al popolo siciliano oppresso allora dalla esso oggi da una politica baronale, contigua alla malavita locale ed internazionale.


Ufficio Politico
FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
10 Agosto 2011

119 MINISTERI DEL NORD, L'ULTIMA TROVATA DI COMICI ROMANI

Sabato scorso gli ignari cittadini che, unitamente a turisti giunti da ogni dove, desideravano visitare la Villa Reale di Monza hanno trovato ad accoglierli un nutrito schieramento di forze dell'ordine italiane, in divisa ed in borghese, che ha impedito loro l'accesso a causa di un avvenimento epocale in atto in alcuni locali del palazzo progettato dal Piermarini su commissione di Maria Teresa d'Austria.

Tutto avrebbe potuto immaginarsi la Sovrana Asburgica, tranne che in un'ala della residenza venissero insediati dei ministeri italiani.
Orbene, sabato, con grande afflusso di media convocati per l'occasione, è avvenuta l'inaugurazione dei locali adibiti a ufficio di rappresentanza di tre ministeri romani, retti da esponenti leghisti o para-leghisti, per la gioia e la soddisfazione di tutti i cittadini che, grazie a questa iniziativa, dimenticheranno le proprie tasche vuote o le aziende chiuse, situazioni gravissime ma ormai diffusissime anche nella parte più tradizionalmente benestante della nostra Regione.

Inoltre, con grande sorpresa (ma anche per gli organizzatori, in quanto mancava la targa da apporre…) anche un quarto ministero, quello retto dalla signora Brambilla, ha deciso di far la sua comparsa a Monza, infiammando gli animi dei Brianzoli.

Ora tutto ciò potrebbe far sorridere in altri momenti, ma in questi tempi di profonda crisi economica e di richieste di grandi sacrifici per i Lombardi, obbligati a portare altra acqua al secchio bucato dello Stato italiano, queste trovate lasciano nel profondo un forte senso di amarezza e di rabbia nella popolazione, vessata continuamente sotto ogni forma da una classe politica senza ritegno e senza capacità.

Avremmo inoltre una richiesta per i ministri “del Nord”: gradiremmo che rendessero pubblico l'elenco di coloro che terranno aperti questi uffici, in modo da smentire quanto i cittadini pensano, e cioè che l'iniziativa serve solo per piazzare qualche amico o amico degli amici.

Quanto poi alla definizione di “pensatoio”,data sabato da un giulivo ministro , ci permettiamo di prenderla come una battuta di spirito, visti i personaggi presenti.


VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PIerGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
25 luglio 2011

118 E' SEMPRE LA STESSA MUSICA: UN ALTRO FURTO AI DANNI DEI CITTADINI LOMBARDI

Stiamo assistendo in questi giorni a qualcosa di già visto e che rischia di penalizzare sempre più l'economia della nostra Regione, costringendola ad arretrare nei confronti delle pari livello continentali.

In un momento nel quale i consumi sono già ridotti a un lumicino a causa delle tasche sempre più vuote dei cittadini, la Casta politica romana, guidata dall'ineffabile Capo dello Stato, da sempre vicino a poteri forti di livello mondiale, non ha trovato di meglio che succhiare altro sangue da quella parte di popolazione di fascia medio-bassa,  che è sempre stata la colonna portante del tessuto sociale lombardo e di tutte le Regioni dell'infausta Penisola.

Tagli alle agevolazioni fiscali, tagli alle amministrazioni locali e quindi ai servizi al cittadino, ticket sanitari ed altre tassazioni sul risparmio bancario, nulla e' passato indenne in questa occasione, causando un aggravio ulteriore stimato per circa 1000 euro a famiglia.

Ovviamente, invece, nulla è stato fatto per ridurre il vero motivo della debolezza di questo Stato ormai sull'orlo del fallimento, e cioè sull'incredibile costo della macchina statale e soprattutto sugli immani sprechi di denaro pubblico in favore del mantenimento della Casta politica e dei suoi privilegi.

Solo vaghe promesse, vaghi impegni in tempi lunghissimi, mentre, come sempre avviene, gli aggravi per i cittadini entrano in vigore immediatamente.

E lo spettacolo offerto ieri è stato insuperabile: una finta opposizione che correva immediatamente in soccorso della maggioranza, per “senso di responsabilità verso l'Italia”, e una maggioranza che gongolava per la rapida approvazione del testo in discussione.
Maggioranza che, ricordiamo è composta anche dai cosiddetti “difensori del Nord”, mai così muti di fronte ad uno scempio simile.

Ma dimenticavamo, gli esponenti della Lega Nord sono totalmente impegnati ad allestire i “Ministeri del Nord”, arredati con mobili fatti arrivare dalla lontana Sicilia, proprio nella Capitale brianzola dell'arredamento.
Altro significativo segnale dell'attenzione al territorio che questi figuri spesso spacciano come priorità della loro azione politica.

Il FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA DICE BASTA A QUESTI FURTI NEI CONFRONTI DEI LOMBARDI, SPREMUTI OLTRE OGNI UMANO LIMITE PER MANTENERE IN PIEDI UNO STATO NEL QUALE UNA QUOTA SEMPRE PIU' AMPIA DI CITTADINI NON SI RICONOSCE.


VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PIerGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
15 luglio 2011

117 VAL DI SUSA, UN POPOLO CONTRO UNO STATO INVASORE

Come nelle previsioni, stiamo assistendo su tutti i grandi media alla demonizzazione della lotta attuata dalla popolazione della Val di Susa contro il progetto TAV, utilizzando come giustificazione gli scontri avvenuti in quelle zone fra frange di manifestanti e forze dello Stato, senza analizzare mai a fondo le ragioni di chi si oppone in modo civile al mega-progetto ferroviario.

Da parte nostra, mentre esprimiamo la nostra totale vicinanza ai cittadini valsusini che cercano di difendere l'integrità della propria valle, desideriamo appuntare l'attenzione di chi legge sui due punti che riteniamo essenziali: la preservazione delle caratteristiche naturali dell'ambiente montano e la libertà per un Popolo di decidere sul proprio destino.

Sotto l'aspetto ambientale, è ormai assodato che l'opera in oggetto, di dubbia utilità vista la crisi economica globale e quindi la contrazione dei trasporti, causa un impatto notevole su una valle di carattere alpino che già ha visto, a causa di altre infrastrutture e dell'aumento di urbanizzazione, mettere in pericolo i delicati equilibri ecologici locali.
E' altrettanto noto come gli scavi necessari alla sua realizzazione vadano a toccare montagne ricche di amianto e anche di uranio, con future gravi ricadute sulla sicurezza e la salute della popolazione.

Ma il problema che più ci preme sottolineare è la mancanza di rispetto democratico nei confronti di un Popolo che vede nascere sul proprio territorio una infrastruttura senza che nessuno si permetta di chiederne l'autorizzazione.
Vorremmo ricordare a questo governo, spesso autodefinitosi  “federalista”, che la Val di Susa è dei suoi abitanti, che prima di qualsiasi importante modifica al territorio occorre ottenere almeno il consenso, tramite un referendum, dei cittadini e non cercare di imporre le decisioni prese a tavolino, non sappiamo ancora quale, calandole dall'alto.

In questo modo non si fa che provocare la giusta reazione di una comunità, nota per essersi opposta nei secoli ai tentativi di intromissione nelle propria Valle.

Ma purtroppo per i Valsusini, non dimentichiamo che un fil rouge collega i 150 anni dello Stato italiano: la violenza.
La violenza che si abbattè sugli abitanti del Sud al momento dell'invasione delle loro terre, che proseguì con le cannonate sui milanesi ordinate da Bava Beccaris, che culminò con i due Conflitti Mondiali, drammatico tentativo di forgiare una nazione unita dallo spargimento del sangue.

Il FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA e' al vostro fianco, abitanti della Val di Susa e, come sempre, contro l'azione repressiva nei confronti di un Popolo da parte di questo Stato, del quale non riconosciamo la legittimità per motivi storici e identitari.
Ci permettiamo un solo consiglio: non innalzate mai più quelle bandiere tricolori che, pur in modo sporadico, vengono mostrate nelle immagini diffuse dai media, sono quelle dei vostri e nostri oppressori.


VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PIerGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
04 luglio 2011

116 “PADRONI A CASA NOSTRA”, MA NON VALE PER GRANDI OPERE

E' interessante valutare quanto il motto leghista “Padroni a casa nostra”, assolutamente condivisibile, venga applicato dal partito di Bossi solo quando non ci siano in ballo grandi opere pubbliche o onerose infrastrutture.
In questo caso, curiosamente, il parere dei cittadini non viene tenuto in alcuna considerazione e l'istituto referendario locale, da sempre enfatizzato, non viene neppure preso in considerazione.

Le riprove di tale comportamento, rese estremamente evidenti dall'atteggiamento del vertice leghista e dell'ineffabile Ministro italiano degli Interni nel caso della TAV in ValSusa, sono assolutamente riscontrabili anche sul territorio lombardo.

Già in passato abbiamo analizzato il caso PedeMontana, un'arteria assolutamente necessaria ma il cui progetto non ha pressoché valutato l'impatto devastante per molte realtà locali ed è stato calato dall'altro con la scusa della risoluzione del problema del traffico, ma oggi vogliamo appuntare la nostra attenzione su quello che doveva essere il fiore all'occhiello degli uomini in verde: la Malpensa, gestita in prima persona da dirigenti di diretta espressione del Carroccio.

Senza assolutamente considerare il fallimento delle politiche espansionistiche che volevano trasformare l'aeroporto varesino in un Hub internazionale, fallimento ufficializzato dal recente allontanamento dallo stesso da parte della Luftansa, vettore di assoluto livello e sul quale molto si era puntato, proseguono le farneticazioni sulla realizzazione di una terza pista.

Già ora assistiamo alle proteste delle popolazioni abitanti nelle vicinanze dello scalo per la prosecuzione dei voli notturni con notevoli disagi per le stesse, nonostante il problema venga sollevato da anni anche da parte degli amministratori locali lombardi.

Recentemente poi, il Ministero dell'Ambiente ha inviato una Nota ufficiale alla regione Lombardia intitolata “Disastro Ecologico nell'area adiacente Malpensa in pieno Parco del Ticino dovuta al sorvolo degli aeromobili in decollo dalla stessa” redatta in base ad una relazione dell'ASL – Varese, che evidenzia in modo incredibile l'aumento dei ricoveri ospedalieri e della mortalità per cause respiratorie nei territori in oggetto (si parla nell'ultimo caso del + 54,1%...).

Ma da via Bellerio tutto tace e nessuno pensa di intervenire sul Presidente SEA, a suo tempo proprio da loro imposto, per far ridiscutere il demenziale progetto, anzi……. .
Sicuramente questo andrebbe incontro agli abitanti, ma si scontrerebbe con i piani della Società, che in base ai progetti di espansione vorrebbe ottenere la quotazione in borsa nel prossimo autunno.
E con questo portare una gran massa di milioni di Euro nelle casse del Comune di Milano, dove la precedente Giunta ha già provveduto in modo alquanto bizzarro alla messa in Bilancio.

Ecco perché sosteniamo che le parole d'ordine leghiste non valgono quando ci sono grandi affari in ballo e servono per illudere, se possibile, ancora una volta l'elettorato.
E tutto ciò dimostra inoltre la scarsa visione in prospettiva politica degli uomini di Bossi: in tutte le Regioni d' Europa continuano a sorgere e a raccogliere consenso movimenti e collettivi che si pongono come scopo la difesa del territorio dagli abusi degli Stati centrali o di speculatori legati alla politica.

Ciò sta avvenendo anche dalle nostre parti, ma forse i dirigenti della Lega sono troppo occupati nella gestione dei comodi scranni romani o nelle lotte di potere intestine per accorgersene: un Movimento nato dal Popolo, ma che dallo stesso si è velocemente allontanato quando si e' mortalmente abbracciato con quella che definiva “Roma Ladrona”.


VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PIerGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
02 luglio 2011

115 LEGA NORD, FINITA LA SCENEGGIATA RESTANO I DISASTRI…

E' finita mestamente la sceneggiata della lite interna dei vertici della Lega Nord, partito ormai sempre più romano e quindi, in questa logica, composto da correnti e sottocorrenti.

Onestamente nessuno ha capito quali erano i motivi politici del presunto contrasto fra “cerchio magico” e “maroniani”, in quanto in effetti di politico c'era ben poco.

E' in realtà stato uno scontro dettato da ragioni puramente materiali, ragioni di potere interno e non da divergenze sul posizionamento futuro della Lega Nord sullo scenario politico italiano.

Infatti, se si ragiona un attimo, la contrapposizione è esplosa dopo l'esposizione a Pontida di uno striscione che enfatizzava un futuro da Presidente del Consiglio italiano per Maroni e quindi con questo si evidenzia come non ci fosse in atto un tentativo di riportare la Lega su posizioni di tipo secessionistico od indipendentista, ma su chi dovesse tenere in mano le leve del potere, addirittura di quello dello Stato Italiano.

E tutto questo con buona pace dei militanti leghisti che a Pontida e in altre occasioni più recenti hanno interrotto i discorsi del leader varesotto con grida inneggianti al ritorno sulle antiche vie che tanta fortuna avevano portato, prima della conversione romana della Lega.

I militanti, da sempre forza della Lega sul territorio, sono confusi e smarriti, alle prese con l'alleanza con il PDL che si rivela ogni giorno sempre più foriera di pasticci e problemi e che rischia di trascinare nel baratro anche la Lega stessa.

Ma in questi giorni dobbiamo appuntare la nostra attenzione anche su un'altra manovra di basso profilo attuata sicuramente con il beneplacito dei vertici verdi: nel tentativo di trattenere la base, e' stato nuovamente dato spazio a un giornalista a suo tempo sistemato in RAI , il quale dopo anni di letargo trascorsi nell'Ente di Stato, sta rilasciando interviste e partecipando a trasmissioni televisive inneggiando alla secessione, anzi meglio all'indipendenza.

Ora, chi ha vissuto come noi gli anni delle espulsioni di chi chiedeva di tornare agli ideali primari della Lega, in quanto l'idea Indipendentista disturbava i vertici ed impediva nei fatti l'ingresso nelle stanze del potere romano, non può che sorridere.

Ma invitiamo anche a una riflessione il cosiddetto popolo padano: non basteranno le giravolte, le conversioni a U, le smentite e i giochetti di parole a salvare questa classe politica corrotta ed incapace, nella quale la Lega si e' inserita a pieno titolo, occupando posti di responsabilità spesso in modo irresponsabile.
Lo Stato italiano è destinato a seguire la via tracciata dalla Grecia e la Casta sarà obbligata ad intervenire duramente sia nelle tasche dei cittadini che nell'ambito delle libertà politiche, per non perdere i privilegi conquistati nel tempo.

Ribadiamo che la strada che ci si apre davanti è una sola: quella dell'Indipendenza della Lombardia, per quello che ci riguarda direttamente, e quella di tutte le altre Regioni che compongono la Repubblica italiana, unica via per abbandonare il carrozzone prima che sia troppo tardi.

Ma attenzione ai falsi profeti, questa gente è disposta a tutto per continuare ad ingannare il Popolo e a mantenere il proprio status, anche alle azioni più turpi.


VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PIerGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
29 giugno 2011

114 E ALLA FINE LA MONTAGNA PARTORI' IL TOPOLINO….

Dopo giorni di preparazione mediatica che lasciava presagire lo strappo con la maggioranza governativa, ieri le migliaia di sostenitori leghisti accorsi a Pontida , che giustamente richiedevano il ritorno all'opzione Indipendentista dopo il fallimento totale della linea tenuta negli ultimi anni, sono state per l'ennesima  volta turlupinate dalla Cupola di potere del partito.

A fronte delle sacrosante richieste di rilancio dell'economia e dell'abbandono al proprio destino di personaggi passati indenni dalla Prima Repubblica alla Seconda, la dirigenza della Lega non ha proposto altro che una ridicola tabella di marcia che il Governo italiano dovrebbe rispettare per evitare la crisi.
Tabella che contiene di tutto, dalla riduzione delle bollette a riforme costituzionali quali il trasferimento di ministeri, in una confusione politica tale da far storcere il naso ai più avveduti.

Non si tratta altro che di un mezzo per allungare l'esperienza governativa, evidente positiva solo per un gruppo di dirigenti, che di tutto fanno pur di mantenere il comodo scranno romano a suo tempo conquistato.

Ed anche la richiesta rivolta al Ministro dell'Economia italiano di allentare la morsa sulle classi produttive delle Regioni settentrionali deve ritenersi vuota di significati e respinta al mittente: non esiste la possibilità all'interno del carrozzone Italia di evitare ulteriori tassazioni, vista la struttura stessa dello Stato, con il centro di potere situato a Roma che deve sopravvivere elargendo risorse in cambio di consenso politico, a scapito della tenuta dell'economia reale di tutta la parte sana (al Nord come al Sud) della popolazione.

Solo con il crollo di questa  struttura, costruita artificialmente 150 anni fa, e con il ritorno all'Indipendenza dei Popoli che abitano la sfortunata penisola, si può ancora sperare in un ritorno alle condizioni di benessere economico e di orgoglio identitario che hanno fatto la storia delle popolazioni in questo momento oppresse dal Moloch tricolore.

Lo sanno benissimo i Lombardi, i Veneti, i Piemontesi e tutti gli altri presenti ieri a Pontida: la strada rimasta è una sola, questa.
Se la dirigenza vestita di verde non la asseconda, schierata in totale, ed ormai solitaria,  difesa del Caudillo di Arcore e della politica romana , non fa che certificare il proprio totale fallimento politico e verrà sempre più isolata all'interno delle nostre Regioni.


VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PIerGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
20 giugno 2011

113 I POPOLI DELL'ARCO ALPINO SI MUOVONO

Domenica 12 giugno si è svolta un'interessante riunione a Aix les Bains (Savoia) fra alcuni Movimenti che rappresentano i Popoli dell'Arco Alpino Centro-Occidentale.

Grazie all'invito del Governo Provvisorio dello Stato di Savoia si sono ritrovati, al fianco degli amici transalpini, dirigenti di Movimenti Svizzeri, Valdostani, Piemontesi e Lombardi per iniziare la creazione di un coordinamento dei Popoli delle Alpi, accomunati da un desiderio di riscoperta della propria Identità e di difesa delle proprie realtà economico-sociali, messe in discussione in passato dal processo di unificazione dei rispettivi Stati occupanti ed ora dal processo di piatta sottomissione ai dettami dell'Europa di Bruxelles e delle sue lobbies di potere.

In questo ambito la Lombardia era presente con ben due rappresentanze, quella del FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA e quella di ProLOMBARDIA INDIPENDENZA, entrambe invitate dagli organizzatori a dimostrazione della vitalità, nonostante il bombardamento mediatico dello Stato italiano, dell'opzione Indipendentista presente nella nostra Terra.

L'Incontro si e' svolto davanti a un folto pubblico estremamente interessato alle problematiche in campo e al termine si è riconfermata la volontà da parte di tutti di mantenere stretti contatti in modo da poter proseguire la collaborazione, anche in funzione del fatto che tutti i presenti considerano assurdi i confini tracciati dagli Stati centralisti sui crinali dei nostri monti, luogo di scambi culturali ed economici fra i Popoli dalla notte dei tempi.

Colgo l'occasione per ringraziare gli Organizzatori dell'invito e dell'accoglienza riservata ai rappresentanti del FRONTE, garantendo sin d'ora l' appoggio morale e materiale alle loro istanze di Libertà, istanze che condividiamo al pari di quelle di tutti gli altri Popoli oppressi.


VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PIerGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
13 giugno 2011

112 REFERENDUM 12/13 GIUGNO : DAL FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA QUATTRO SI'

Nell'ultima riunione del Consiglio Nazionale del Fronte Indipendentista Lombardia è stata presa la decisione di dare precisa indicazione a Militanti e Sostenitori in merito alla consultazione referendaria del 12/13 giugno 2011.

Il Fronte ha fatto la scelta di appoggiare i promotori della consultazione, indicando di votare 4 sì sulle schede.

Per quanto riguarda Energia Nucleare e Acqua Potabile, è evidente che un Movimento come il nostro, attento alla qualità della vita dei cittadini lombardi e alla preservazione dei loro beni primari, non poteva schierarsi dalla parte di chi, per interessi più o meno chiari, vuole costruire impianti potenzialmente pericolosi per la salute pubblica o svendere l'acqua lombarda alle solite multinazionali.

Per il quarto referendum, quello contro la norma sul legittimo impedimento, si tratta di una scelta prettamente politica: riteniamo che, nella visione che un Movimento Indipendentista deve avere della società e quindi dell'azione politica, non ci sia spazio per Caste e per favoritismi, ma debba prevalere la parità di doveri e di diritti per tutti i cittadini, siano questi dell'attuale Stato italiano o siano quelli di un futuro ed auspicabile Stato Lombardo.


VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PIerGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
2 giugno 2011

111 Ulteriori approfondimenti sul voto di Varese

Come Segretario nazionale del Fronte Indipendentista Lombardia non posso che ringraziare i nostri candidati sindaci per l'impegno profuso in questo appuntamento elettorale.

Il primo in cui ci presentavamo dopo tre anni di assenza e dopo aver archiviato la precedente gestione, fallimentare e accentratrice.

E' evidente che la fase della ricostruzione e dell'aumento del consenso è ancora ben lungi dall'essere completata

Rimane profondissima la gioia di aver costretto (anche col nostro piccolo contributo) il sindaco Fontana al ballottaggio.

Per questo non possiamo che invitare l'elettorato varesino a votare al ballottaggio CONTRO una giunta che ha tanto sfigurato la città di Varese sino a renderla irriconoscibile agli occhi di indipendentisti lombardi quali siamo.

Per questo sosteniamo con vigore anche il candidato sindaco Astuti a Malnate, pur rimanendo fuori dalla logica di destra e sinistra italiane.

Rimane il rammarico di non avere ulteriormente e con maggiore efficacia propagandato l'idea e il modello di uno stato indìpendente lombardo in questa tornata elettorale.

Rimane la sensazione di un elettorato sordo e ancora non avvertito sui reali benifici che l'Indipendenza porterebbe alle nostre terre.

Rimane ferma la nostra volontà di continuare questa battaglia, arricchendola maggiormente di contenuti politici radicalmente alternativi a questo sistema e interagendo con tutte le realtà analoghe e politicamente compatibili con il nostro programma sul territorio lombardo.
Sentirete ancora parlare di noi.


VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PIerGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
18 maggio 2011

110 ELEZIONI AMMINISTRATIVE IN PROVINCIA DI VARESE

Dopo lo scrutinio dei voti in relazione alla tornata elettorale amministrativa in provincia di Varese, dove il Fronte entrava in competizione in tre comuni, dobbiamo fare un breve analisi dei risultati.

Sicuramente la nostra attesa era superiore a quanto ottenuto, ma comprendiamo come non sia facile dare il voto all'unico Movimento Indipendentista Lombardo presente, proprio nell'anno in cui si è prodotto un colossale sforzo da parte dello Stato italiano per riaffermare l'inviolabilità e la quasi sacralità dell'unità dello Stato stesso.
Basti pensare come la sola Regione Lombardia abbia investito circa 1.300.000 euro nelle manifestazioni in programma per le celebrazioni dei 150 anni di unità, senza contare quanto investito da Stato, Provincie e Comuni.

Riteniamo comunque importante che, anche se in numero ridotto, il nostro Movimento abbia raccolto consensi: infatti significa che l'opera di radicale distruzione del pensiero Indipendentista Lombardo messa in atto da tutte le forze politiche è fallita.

Il Fronte esiste ancora e si prepara, dopo un'attenta riflessione sulle strategie da utilizzare, alle prossime prove, con rinnovato vigore e rinnovata determinazione.

Un ringraziamento calorosissimo va ai Militanti e ai Candidati che si sono spesi con abnegazione in quest'occasione ed in quelle passate e a sostenitori ed elettori che hanno comunque condiviso la nostra azione.

Una certezza: la Bandiera dell'Indipendentismo Lombardo è ancora alta sul pennone ed non verrà mai ammainata.


VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PIerGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
17 maggio 2011

109 IL MESE DI MAGGIO PORTA BUONE NOTIZIE AGLI INDIPENDENTISTI EUROPEI

In un solo giorno, due buone notizie hanno interessato il vasto mondo dei Movimenti Indipendentisti europei: la vittoria del SNP nelle elezioni scozzesi e l'ammissione di Bildu a quelle Basche.

E' veramente eclatante la vittoria del partito di Alec Salmond nella prova elettorale che doveva eleggere il nuovo Parlamento scozzese: infatti il SNP ha raggiunto la maggioranza assoluta (69 seggi su 129) al Parlamento di Edimburgo, stroncando i Laburisti e i LiberalDemocratici anche in collegi per loro sicuri nel passato.
In questo modo Salmond potrà governare nei prossimi anni con tranquillità, portando finalmente avanti quel progetto di Referendum per l'Indipendenza della Scozia che è nei suoi programmi elettorali.
Ed è proprio questo il dato qualificante: gli scozzesi, che stanno uscendo da un pesante momento di recessione (come non ricordare le grandi difficoltà della Bank of Scotland) hanno fatto la loro scelta senza timore della proposta del SNP, ma anzi nella convinzione che ormai la divisione da Londra sia l'unica strada percorribile.

L'altra buona notizia ci arriva dalle Terre Basche, dove il nuovo movimento della sinistra patriottica Bildu, accusato dalla magistratura spagnola di essere contiguo a ETA e per questo escluso dalle elezioni amministrative, e' stato invece reintegrato dal Tribunale Costituzionale.
Ed è una buona notizia poiché permette a una larga fascia di elettori baschi di avere una rappresentanza politica, in un momento nel quale, grazie alla tregua dell'ETA e al coinvolgimento di strutture internazionali, si sta aprendo finalmente una nuova fase nella problematica e, purtroppo, sanguinosa, questione basca.
E' importantissimo che, anche nelle istituzioni amministrative locali, gli Indipendentisti baschi trovino degli interlocutori, in modo da evitare un ritorno alla violenza che nessuno desidera, in quanto darebbe adito ancor più di oggi alla campagna repressiva dello Stato spagnolo, mai peraltro sospesa.

Il FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA non può quindi che rallegrarsi per tali buone notizie e porgere i propri complimenti e i propri auguri alle due formazioni, nell'assoluta consapevolezza che anche nella nostra Terra Lombarda l'idea dell'Indipendentismo non potrà che avere futuri buoni risultati e diffondersi sempre più.


VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PIerGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
7 maggio 2011

108 5 MAGGIO ...1981 – 5 MAGGIO 2011, BOBBY SANDS VIVE

Sono ormai trascorsi 30 anni dal giorno del sacrificio di Bobby Sands, martire della causa Irlandese, che tracciò la strada seguita poi da altri nove suoi compagni di sventura.

In quest'Occidente pervaso dal materialismo e dalla violenza, privata ed istituzionale, la memoria di dieci giovani che preferirono, anche in ossequio alle più antiche tradizioni del mondo celtico, la morte per fame all'ignominia della resa, fisica e morale, nei confronti del carceriere britannico, pare ormai offuscata.
Nella stagione della comunicazione istantanea e globale, troppe notizie vengono propinate dai media per tener sempre vigile l'allerta e troppe teste hanno smesso di pensare e di ricordare.

Ma nel mondo dell'Indipendentismo la fiamma accesa da Bobby brilla sempre con immutata forza. Ed in suo onore, ed in quello degli altri martiri, si inchina il Direttivo e la Militanza del FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA, con un impegno: quello di tramandare anche alle giovani generazioni il valore e lo spirito di sacrificio dimostrato dai coetanei irlandesi di quel tempo, nella speranza che non ci sia più bisogno di giungere a quelle tragiche dimostrazioni di coraggio, ma nella certezza che la battaglia per sconfiggere gli Stati centralisti sia ancora lunga ed impegnativa.

VOLUNTEER BOBBY, ALWAYS IN OUR HEARTS

VOLONTARIO BOBBY, SEMPRE NEI NOSTRI CUORI


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LOMBARDIA INDIPENDENTE
PIerGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
4 maggio 2011

107 LA LOMBARDIA DICE NO ALLE GUERRE

Impazza in questi ultimi giorni la polemica interna al Governo Italiano fra i favorevoli all'intervento militare in Libia e gli esponenti leghisti che contestano tale posizione.

La posizione in merito del FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA è già stata chiarita nel ns. Comunicato del 21 Marzo scorso e si può riassumere in pochi punti: rifiuto di ogni conflitto armato, foriero di lutti e di inutili spargimenti di sangue, e rifiuto, ancora più viscerale, di ogni intervento in casa d'altri, violando la sovranità popolare.

Ogni Popolo ha il diritto di scegliere la propria strada, forse anche sbagliando, ma operando in modo autonomo. Anche nel caso, come quello libico, di presenza di spietati dittatori, è il Popolo che deve chiedere, o di fronte a una sanguinosa repressione, prendersi la propria Libertà.
Senza interventi esterni che sono semplicemente il braccio armato di interessi economici che appaiono ogni giorno in modo più esplicito.

E, differenziandosi in questo dalle posizioni della Lega Nord, la quale sbraita in questo periodo di campagna elettorale per poi sicuramente in silenzio ripiegare sotto l'ala protettrice del caudillo di Arcore, noi diciamo NO anche alla partecipazione a tutte le altre guerre “umanitarie” che vedono impegnato lo Stato italiano in questo momento, dall'Irak all'Afghanistan, missioni belliche VOTATE in ogni occasione dagli esponenti leghisti a Roma.
In quei casi, secondo la Lega, evidentemente le bombe sono meno dolorose e i costi sono assolutamente accettabili.


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LOMBARDIA INDIPENDENTE
PIerGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
29 aprile 2011

106 IL FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA A AIX LES BAINS (SAVOIA)

Nell'ambito dei cordiali rapporti esistenti con i Movimenti che si impegnano per ottenere il riconoscimento dell'Indipendenza della propria Terra in base al Diritto di Autodeterminazione, una delegazione del FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA si recherà il 12 giugno 2011 ad Aix les Bains, invitata dagli esponenti locali che indicono il 2° Incontro Internazionale per il Riconoscimento dello Stato Indipendente di Savoia.

Saranno presenti esponenti provenienti dalla Savoia stessa, dalla Svizzera, dal Piemonte e dalla Valle d'Aosta, per riconfermare lo spirito di fratellanza che unisce tutti coloro che, con onestà intellettuale, si battono contro gli Stati centralisti per dare Libertà alla propria gente e per creare quell'Europa dei Popoli e delle Piccole Patrie, unica valida struttura per affrontare le sfide globali che incombono sul Continente.


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LOMBARDIA INDIPENDENTE
PIerGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
27 aprile 2011

105 VITTORIO ARRIGONI, LOMBARDO, CADUTO A GAZA

Purtroppo le agenzie di stampa e i quotidiani di tutto il mondo hanno diffuso la notizia del barbaro omicidio di Vittorio Arrigoni, figlio di Lombardia, che dalla natia Bulciago era partito anni fa per le tormentate terre mediorientali per testimoniare il suo amore per la Pace e per la Liberta'.

Era proprio lui, il Vik di Gaza, ad essere l'unico testimone presente in occasione dell'offensiva israeliana nei confronti di quel territorio e divenne quindi un personaggio molto scomodo per chiunque volesse nascondere che cosa avveniva da quelle parti.

Tanto scomodo da subire minacce da tutti coloro che cercavano di contrastare la sopravvivenza di questa enclave palestinese dove l'appoggio popolare ad Hamas costituiva un pericoloso precedente.

Alla sua figura rende omaggio oggi il FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA.

“Utopia” era soprannominato Lui, sognatori siamo definiti noi …… ma preferiamo considerarci vicini ad un utopista che al freddo mondo “occidentale”, talmente dominato dal Dio Denaro e dai relativi bassi istinti, da dimenticare quali sono i veri Valori. E che fra questi valori quello della Libertà e dell'Autodeterminazione dei Popoli deve essere sempre al primo posto e guidare come la Stella Polare chi si occupa di politica.


VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PIerGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
15 aprile 2011

104 - 2 APRILE 2006, L'INDIPENDENTISMO ALZA LA TESTA

Sono passati 5 anni, ma sembra ieri.

Il 2 Aprile 2006 a Brescia, in un'aula congressi di un centro scolastico, ci fu un'assemblea auto-convocata alla quale partecipò quasi un migliaio di Indipendentisti, provenienti soprattutto dalla Lombardia, ma anche dal Veneto, dal Piemonte, dal Trentino e da altre regioni del Nord.

Il motivo della riunione era il malessere profondo che tutti costoro provavano operando politicamente all'interno della Lega Nord, i cui dirigenti stavano in quel momento deviando sempre di più verso quella linea di qualunquismo destrorso che oggi appare estremamente evidente a tutti gli osservatori e verso quella trasformazione di obbiettivi politici che passava dal Secessionismo alla Devolution sino a giungere all'odierno pallido e vuoto Federalismo.

A quel punto le coscienze di tutti coloro che avevano contribuito con onestà intellettuale alla nascita e alla crescita della Lega Nord e che non miravano certo a comode poltrone, ma alla Libertà del proprio Popolo, ebbero un sussulto e si giunse a pronunciare la fatidica parola: BASTA !

Fu quello il momento delle decisioni importanti e senza ritorno, della creazione di nuovi soggetti politici ed organizzativi che avessero come unica stella polare l'Indipendentismo, senza se e senza ma.

Ne è passata di acqua sotto i ponti in questi cinque anni, alcuni che erano a Brescia in quel giorno hanno ingranato vistose retromarce, i pavidi e gli avidi sono tornati all'ovile allettati da carriere e prebende, ma restano in piedi, orgogliosamente in piedi, alcuni dei movimenti che quel giorno ebbero il loro virtuale battesimo.

Uno di questi è il FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA, che in mezzo a tutte le immaginabili difficoltà continua la sua opera di sensibilizzazione politica nei confronti della popolazione lombarda, nella certezza che solo una Lombardia Indipendente, sganciata dal giogo romano, può oggi essere competitiva nella partita globale.

Quale Portavoce del Fronte, rivolgo in questo momento un caloroso saluto a tutti i Patrioti che in quel giorno seppero tracciare una netta linea di demarcazione con il passato e che stanno oggi operando, o che opereranno domani, per la causa della Libertà dei Popoli.

Questo e' l'ideale che ci unisce, cari Amici, e sempre più deve essere reso operativo il contatto fra di noi, con un solo fine: l' Indipendenza.


VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PIerGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
2 aprile 2011

103 LIBIA, COME IL KOSSOVO?

Venti di guerra spirano nel Sud del Mediterraneo, coinvolgendo, come ormai spesso accade, anche le forze militari della Repubblica Italiana.

Tutto è stato scatenato da quella specie di effetto domino che ha interessato gli Stati della parte Nord del Continente Africano e dal desiderio delle relative popolazioni di affrancarsi dai regimi dittatoriali che hanno dominato la scena negli ultimi decenni.
Regimi, val la pena di ricordarlo, che sono stati ampiamente sostenuti e foraggiati dal cosiddetto Occidente, in modo da garantire contratti vantaggiosi soprattutto nel settore dello sfruttamento delle risorse naturali.

Certamente questi regimi si sono resi colpevoli di violenze nei confronti della popolazione civile e del grave delitto di aver mantenuto i propri cittadini nella povertà e nella mancanza di prospettive di vita, considerando anche la preponderanza di classi giovanili, tesi come erano alla conservazione del potere fine a stesso e all' arricchimento di una ristretta casta di privilegiati.

E senza dubbio occorre aggiungere che il regime libico del Colonnello Gheddafi è stato forse il peggiore, nonostante lo scomodo personaggio venisse accolto con tutti gli onori dall 'ineffabile Presidente del Consiglio italiano in ogni sua visita ed addirittura gratificato con baciamano, hostess e doni vari.

Ma premesso tutto ciò, una considerazione va fatta di fronte allo scatenamento delle forze armate dei sedicenti Alleati nei confronti di Tripoli e, va detto, anche della sua popolazione, all 'interno dello scontro di carattere tribale fra Cirenaica e Libia.

L' azione militare è stata spinta da tre Stati, Francia, Inghilterra e Stati Uniti, che guarda caso non avevano consistenti entrature commerciali con la Libia e che, sempre per puro caso, sono presieduti da tre personaggi alla ricerca di un consenso interno, che non riescono ad ottenere con la normale amministrazione. l' inizio delle operazioni è stato estremamente tardivo, quasi fosse stata lasciata mano libera al regime per eliminare oppositori “scomodi”, non disposti cioè ad inchinarsi di fronte ai Potenti di turno.

E, comunque, questo intervento, per altro molto criticato da Russia, Cina, Brasile ed India e dal quale, in sede europea, si è immediatamente smarcata la Germania, consiste, per quanto si è visto, in alcune azioni mirate delle forze aeree, ma soprattutto in quei bombardamenti di carattere missilistico, già sperimentati in altri scenari (Serbia, Iraq, Afghanistan, ecc.) e che portano spesso gravi lutti ai civili.

Ora, qualcuno si chiederà per quale motivo il FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA si occupa di questa situazione, che apparentemente esula dalla battaglia politica intrapresa dal nostro Movimento.
Per il semplice motivo che noi siamo per la Libertà e l'Indipendenza di ogni Popolo, libertà da Stati centralisti e libertà da interessati occupanti stranieri che, con la scusa di portare democrazia e benessere, favoriscono semplicemente dei cambi di regime, ponendo alla testa dei nuovi governi dei fantocci sempre proni ai loro voleri. l' abbiamo visto nel passato in tutti i Continenti, lo vediamo oggi per esempio in Kossovo e rischiamo di vederlo domani nel Nord Africa.

L' affarismo internazionale, ben truccato da solidarismo e ben sostenuto da tutti i media asserviti, purtroppo non concede tregua e se da ogni parte non si alza una voce per protestare contro queste azioni, pian piano sottometterà il Pianeta intero.

In conclusione, ci pare di non dover neppure esprimere un giudizio sul comportamento dello Stato italiano che, confermando anche in questa occasione la naturale predisposizione al tradimento, è balzato in un giorno dall 'amicizia fraterna con il satrapo di Tripoli all' utilizzo dell'aviazione militare contro lo stesso.
D'altra parte da uno Stato nato con la forza, con le menzogne e le truffe non ci si poteva attendere altro ……

AL FIANCO DEL POPOLO LIBICO, NE' CON IL BOSS DI TRIPOLI NE' CON QUELLI DI BENGASI…..

VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PIerGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
11 marzo 2011


102 - 17 marzo 2011, NOI NON FESTEGGIAMO"

Siamo a pochi giorni dalla fatidica data del 17 Marzo 2011, giorno scelto da Roma quale festa per l'unita' nazionale, dopo 150 anni dal giorno di costituzione del Regno d'Italia.

E ogni mezzo è stato utilizzato per sottolineare tale festività, imbandierando le città, coinvolgendo i media, lo spettacolo e perfino lo sport, con la decisione recente del CONI di far eseguire l'inno di Mameli prima di ogni avvenimento sportivo

In questo momento di assoluto parossismo tricolore, si impongono un paio di considerazioni di carattere politico: innanzi tutto, questo incredibile sforzo propagandistico dimostra come dopo 150 anni di unità politica della Penisola, sia ben lontano il risultato dell'unita' nazionale italiana.
Non sono servite invasioni militari, violenze d'ogni genere, votazioni truffaldine, tentativi di sopraffazione nei confronti delle Lingue e delle Tradizioni locali e persino avventure belliche italiane per creare quel Popolo italiano unito, costruzione del tutto artificiale tentata dalle elites unitariste.

E anzi oggi, dopo un secolo e mezzo, le antiche radici dei Popoli stanno creando frutti sempre più rigogliosi: è infatti in atto una vera e propria esplosione di Movimenti Indipendentisti che, nonostante il bavaglio che l'Italia ufficiale tenta di imporre, stanno prendendo sempre più piede sia al Nord che al Sud, complice il totale fallimento politico ed economico italiano.
I Popoli settentrionali e quelli meridionali stanno dimostrando sempre più capacità di organizzarsi politicamente per opporsi all'appiattimento italiano e stanno finalmente comprendendo che anche l'antagonismo fra di loro era un'arma di Roma per sviare l'attenzione da quella che è la causa della maggior parte dei problemi, e cioè la forzata unità.

L'altra considerazione di carattere politico riguarda l'ambiguo comportamento della Lega Nord, che, nel tentativo di far dimenticare la propria totale adesione alla politica italiana, finge di distanziarsi con atteggiamenti puerili da questi festeggiamenti.
Non bastano sparate propagandistiche sulla stampa o assenze giustificate da scuse ridicole per cancellare quella che è l'evidenza: solo con un Governo partecipato, ed in modo importante con il suo stesso segretario, dalla Lega Nord si e' arrivati all'istituzione della festa dell'unita' italiana e allo stanziamento dei cospicui finanziamenti necessari.
Questo non fa che aggiungersi al fatto che, unico al mondo, un partito che si definisce separatista sieda al Governo centrale di uno Stato, per dimostrare quanto siano stati turlupinati per anni gli abitanti delle Terre del Nord, illusi con roboanti proclami e irrisi dai fatti. Coerenza avrebbe voluto che, di fronte a tale offensiva unitarista, gli esponenti leghisti avessero presentato le proprie dimissioni dai ben retribuiti incarichi romani e lasciato poltrone e auto blu, pagate dai cittadini.

E' ora che i cittadini del Nord, ed i Lombardi in particolare, si rendano finalmente conto che affidandosi a questi mestieranti della politica non si giungerà mai ad alcun risultato e che solo avendo la piena consapevolezza della propria forza politica ed economica la Lombardia potrà presentarsi sullo scenario globale con ottime prospettive di sviluppo e benessere.

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LOMBARDIA INDIPENDENTE
PIerGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
16 marzo 2011


101 Una conferenza a Milano contro il "Risorgimento"

L'ufficio politico del Fronte Indipendentista Lombardia segnala all'opinione pubblica milanese l'iniziativa del centro studi “Davide Albertario” che dedicherà di sabato 12 marzo 2011 alla Rivoluzione italiana (volgarmente definita "Risorgimento").

La conferenza si intitola "Il risorgimento italiano: la rivoluzione attacca la Chiesa. "Viva Pio IX!"Gli zuavi e la difesa della Roma papale" e si terrà presso l'Andreola Central Hotel in via Domenico Scarlatti 24 (zona Stazione Centrale).

Saranno relatori la dottoressa Elena Bianchini Braglia e il professor Luca Fumagalli.

Sarà un'ottima occasione per analizzare la vera essenza del "risorgimento italiano": una rivoluzione protestante, massonica, anticattolica e filoinglese che devastò la Penisola, cercando di seppellirne l'essenza e l'identità più profonda.

Come correttamente e magisterialmente sosteneva Papa Leone XIII nell'Enclica "Inimica vis" del 1892: "I fatti dicono che il patriottismo massonico non è che un egoismo settario, bramoso di tutto dominare, signoreggiando gli Stati moderni che nelle mani loro raccolgono ed accentrano tutto.
I fatti dicono che, negl'intendimenti della massoneria, i nomi d'indipendenza politica, di uguaglianza, di civiltà, di progresso miravano ad agevolare nella patria nostra l'indipendenza dell'uomo da Dio, la licenza dell'errore e del vizio, la lega di una fazione a danno degli altri cittadini, l'arte dei fortunati del secolo di godersi più agiatamente e deliziosamente la vita, il ritorno di un popolo redento col divin sangue alle divisioni, alle corruttele, alle vergogne del paganesimo”. (Leone XIII, Enc. “Inimica vis”, 1892).

Pur avendo l'ottimo centro studi “Davide Albertario” finalità esclusivamente religiose, ci sentiamo di incoraggiare la partecipazione a quest'evento in quanto pienamente formativo rispetto ad alcune della battaglie politico-culturali portate avanti dal nostro movimento.

VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PIerGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
11 marzo 2011


100 UNA BANDIERA PER I LOMBARDI

Nell'ambito del dibattito politico regionale, ha avuto ampio spazio sui media la mozione presentata dalla Lega Nord in Consiglio Regionale in merito alla Bandiera Lombarda ed all'istituzione di una Festa della Lombardia.

Ora, poiché uno degli scopi politici del FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA è la riscoperta e la valorizzazione del sentimento nazionale Lombardo, la proposta di avere finalmente una Bandiera non può che trovarci in pieno accordo, sia essa una Bandiera Storica come la Croce di San Giorgio alla quale va la nostra preferenza, sia essa un vessillo studiato ad hoc per interpretare l'identità Lombarda.
Tutto questo anche per metterci al passo con tutte le Nazioni dell'Europa dei Popoli, anche quelle senza Stato, che inalberano con orgoglio la propria Bandiera.

Ci trova talmente d'accordo che questo diventerà fin d'ora uno dei nostri cavalli di battaglia, anche perché abbiamo forti dubbi che, passato questo periodo pre-elettorale primaverile, la Lega Nord porterà avanti con forza tale richiesta, già abbastanza smorzata da dichiarazioni del Presidente Formigoni.

Non siamo gli eterni demonizzatori dell'operato leghista, ma abbiamo buona memoria: già in passato, e guarda caso in campagna elettorale, la richiesta di ottenimento della Bandiera Lombarda fu fatta con un evento realizzato a Milano in pompa magna dai giovani leghisti, in presenza di Formigoni, e poi abbandonata nell'ottica della politichetta in salsa romana ormai adottata dal partito bossiano.

Questa volta, al contrario, ci sarà il FRONTE INDIPENDENTISTA a stimolare costantemente il dibattito politico su questo argomento, non lesinando feroci critiche in caso di comportamenti negativi ed esprimendo invece il plauso qualora la proposta vada in porto.

VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PIerGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
5 marzo 2011


099 PEDEMONTANA, ENNESIMA TRUFFA NEI CONFRONTI DEI LOMBARDI

Come volevasi dimostrare: con un colpo di mano, il ministero dell'Economia di questo triste paese, retto dall'uomo del Nord Giulio Tremonti, ha stabilito un diverso piano di ripianamento dei costi della futura Pedemontana Lombarda, in base al quale sono stati stabiliti dei pedaggi per le tangenziali di Como e Varese, previste nel piano generale dell'opera.

Non bastava la devastazione ambientale che colpirà la nostra Regione e contro la quale stanno impegnandosi comitati di cittadini di ogni parte della Lombardia, ora al danno si aggiunge la beffa.

E già salgono al cielo le sterili proteste degli esponenti della Lega Nord sul territorio, che cercano di mestare nel torbido promettendo impegno e manifestazioni a difesa dei varesini e dei comaschi.
Costoro dimenticano o fanno finta, per meglio dire, di dimenticare che nel governo di Roma siedono alcuni ministri del loro partito e che il ministro dell'economia gode della loro incondizionata stima.
Per non parlare del Varesotto, dove l'enfant prodige leghista Reguzzoni, ex presidente della provincia, siede nella comoda sedia di capogruppo alla Camera dei Deputati.

E dimenticano anche che in Regione Lombardia la maggioranza formigoniana resiste grazie all'appoggio incondizionato della delegazione in camicia ( o felpa, sarebbe meglio dire in questi giorni…) verde.

E' ora di dire basta a queste imposizioni romane, che hanno un unico scopo: salassare ulteriormente le già devastate tasche dei Lombardi, che tutti giorni devono far fronte a nuovi balzelli e che a fronte di tutto questo ricevono in contropartita servizi da terzo mondo.

E' ora che i Lombardi si sveglino e ascoltino chi, come noi, propone l'unica ricetta possibile: l'Indipendenza Lombarda.

VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PIerGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
25 febbraio 2011


098 BREVI RIFLESSIONI SULLA SINISTRA ITALIANA

Spesso nelle nostre analisi sulla vita politica italiana abbiamo messo nel mirino la maggioranza di centro-destra, una alleanza di carattere affaristico che ha unito buona parte dei rimasugli del pentapartito ante Mani Pulite con gli arrampicatori politici della Lega Nord.
Ma, dopo il coro di consensi dedicati alla partecipazione “patriottica” di Roberto Benigni ad un Festival di Sanremo tutto tinto di tricolore, non possiamo esimerci dal fare alcune considerazioni su quel che rimane della sinistra nostrana.

Una strana sinistra, che negli ultimi anni, nel tentativo di arginare lo strapotere berlusconiano, non ha trovato di meglio che stravolgere tutto il suo tradizionale bagaglio di valori, perdendo ogni progettualità e relegandosi in un angolo.

Ma è sotto l'aspetto dell'attenzione sempre riservata alle lotte popolari delle Nazioni senza Stato che in questa cosiddetta sinistra è avvenuta l'involuzione più sostanziale: proprio quella parte politica che storicamente è partita da posizioni internazionaliste e che quindi, al pari dei propri colleghi europei, aveva mostrato più sensibilità alla riscoperta delle tradizioni popolari e alle lotte degli Irlandesi, dei Baschi, dei popoli africani che cercavano la Libertà delle relative Terre affrancandosi dal dominio degli stati centrali o dei colonizzatori, oggi si è trasformata, a casa nostra, nello più strenuo difensore della centralità statale, dell'italianità e dei suoi simboli.

E lo stiamo vedendo sempre più: dal Presidente della Repubblica, storico dirigente del PCI, sino agli esponenti politici più periferici o dalla cosiddetta intellighenzia progressista, è tutto un fiorire di elogi al tricolore, all'unità d'Italia, quasi volessero far dimenticare quanto avvenuto nel passato anche recente, quando bastava sventolare una bandiera, anche per avvenimenti sportivi, ed essere da loro definiti fascisti e reazionari.
Curiosa evoluzione …… tutta italiana …..

Un altro aspetto che, secondo noi, merita attenzione è il rapporto che esiste tra questa sinistra italiana e la Lega Nord.
Ogni attento osservatore può ormai notare come il partito bossiano abbia abbandonato l'opzione indipendentista e si sia trasformato un una formazione dedita all'occupazione dei posti di potere, in modo fine a se stesso.
Talvolta i suoi esponenti, per tener tranquilla una base spesso disinformata o frastornata, si lasciano andare ad esternazioni di carattere secessionistico e anti-italiano.
Proprio loro che occupano posti di prestigio, ovviamente ben retribuiti, all'interno delle strutture dello Stato.

Orbene, invece di seppellire con una risata tali affermazioni leghiste, come succederebbe in qualsiasi bar lombardo, i nuovi epigoni del prestigio italiano si lanciano in pesanti dichiarazioni a difesa dell'unità, legittimando indirettamente le bufale in salsa verde e quindi compattando la Lega e la sua militanza, e spingendoli sempre più nel mortale abbraccio con il ras di Arcore.
Davvero strano questo atteggiamento di coloro che non molti anni fa definirono la Lega come una costola della sinistra…..

Un panorama politico veramente infelice, di fronte al quale sempre più sale lo sconcerto popolare e di fronte al quale sempre più, a nostro giudizio, prende piede l'opzione Indipendentista, con la ovvia creazione di una nuova classe politica, ispirata a valori che questi signori hanno perso nel loro percorso fatto di potere, denaro e privilegi.

VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PierGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
22 febbraio 2011


097 SEM MINGA STA NUM, INN STA I SCIURI!

Questo il grido con cui il popolo Milanese accolse il rientro di Radetzky in città dopo l'insurrezione delle Cinque Giornate del 1848, quasi a voler tracciare una netta linea di demarcazione con quella parte della borghesia che..., forse folgorata dalle idee risorgimentali o forse sperando in più venali benefici, fomentò la rivolta della piazza.

Come poi andò la Storia lo sappiamo bene e i frutti avvelenati di quanto avvenne allora li stiamo raccogliendo ancora oggi, in un questo periodo di festeggiamenti per l'unità italiana.
Assistiamo anche oggi alla frattura fra la cosiddetta “società civile” inquinata dalla mala politica e la popolazione, che giorno dopo giorno deve fare fronte ad una devastante crisi morale ed economica.

Questa e' una delle conclusioni alle quali arriviamo dopo l'analisi dell'ultimo scandalo scoppiato a Milano, l'affaire Pio Albergo Trivulzio.
Questa prestigiosa istituzione cittadina, che ha come scopo il ricovero e l'assistenza agli anziani non più autosufficienti e che detiene un incredibile patrimonio immobiliare frutto di lasciti e donazioni dei milanesi, e' coinvolta in una faccenda di mala gestione e di assegnazioni “allegre” ad amici ed amici degli amici.

Politici, imprenditori, personaggi della cultura e dello spettacolo, giornalisti, funzionari dello Stato, persone comunque facenti parte di categorie già privilegiate sono state oggetto di concessione di immobili di pregio ad affitti che definire “di favore” e' poco.
E tutto questo a fronte di una pesante situazione gestionale dell'Ente, che porta ad un mancato miglioramento dei servizi nei confronti degli assistiti e a richieste di rette sempre più elevate nei confronti delle loro famiglie.

E dietro a questo, come spesso avviene in questo singolare paese, si intravede la mano della classe politica, una vera e propria Casta, dedita alla soddisfazione delle proprie esigenze di conservazione di potere e totalmente avulsa dalla realtà di chi quotidianamente deve tentare di preservare i diritti e la tranquillità economica, frutto di decenni di duro lavoro.

Solo una vigorosa reazione nei confronti della Piovra politica, che in questi giorni si riempie la bocca di lodi all'italianità e tenta in ogni modo di impedire l'accesso ai media di coloro che vorrebbero fare un po' di chiarezza su come fu unificata la penisola, con invasioni militari, violenze, saccheggi, truffe e menzogne colossali, potrà ridare serenità agli abitanti della nostra Terra Lombarda, un futuro alle nostre giovani generazioni e un po' di tranquillità ai nostri anziani, che tanto hanno dato nel passato per il benessere della nostra società.

VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PierGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
20 febbraio 2011


096 ABBIAMO FATTO L'ITALIA, ORA FACCIAMO GLI ITALIANI: da Massimo d'Azeglio a Roberto Benigni

Nell'immane sforzo di forgiare la nazione italica, iniziato nell'Ottocento e proseguito, evidentemente senza alcun risultato positivo, sino ai giorni nostri, ieri sera persino l'evento nazional-popolare televisivo più noto al mondo, il Festival della canzone di San Remo, e' stato coinvolto nell'impresa.

Evidentemente stimolato dall'atmosfera patriottarda che sta aleggiando per la Penisola, anche un attore di fama mondiale come Roberto Benigni ha pensato di dare il proprio contributo alla causa con un lungo intervento teso ad illustrare al popolo l'immane grandezza dell'inno nazionale italiano.

Un contributo non certo gratuito, visto che pare che il compenso per l'intervento superi i 200.000 €, una somma di denaro non piccola se consideriamo che è stata sborsata da una RAI con bilanci disastrati e che continua a chiedere ai propri abbonati aumenti di canone per ripianare le voragini finanziarie, anche in questi momenti di evidente e grave crisi economica.

Ma quello che ci preme far notare, senza scendere in polemiche sull'intervento di Benigni o sulla pretesa qualità dell'inno italiano, è un altro concetto: pensiamo che uno Stato nel quale i cittadini non conoscono l'inno nazionale e devono farselo spiegare da un attore nell'ambito di uno spettacolo musicale, sia un “povero” Stato senza futuro.

E tutto ciò dopo 150 di repressione, anche violenta, del dissenso anti-unitarista, dopo la scientifica opera di sradicamento di lingue e tradizioni locali, dopo tutte le avventure belliche affrontate proprio per costituire una coscienza nazionale italiana, che provocarono milioni di morti fra i giovani di tutte le popolazioni coinvolte.

E' un vero e clamoroso fallimento per chi ideò tale impresa nel passato e per chi ancora oggi non se ne rende conto, due classi politiche arroccate nei palazzi del potere e lontane dalle vere esigenze popolari. Solo questo basterebbe per spiegare come mai, sempre con più forza, da tutte le Terre forzatamente unite si sta alzando sempre più forte il vento della Libertà, vento sempre più impetuoso e che, se ben coordinato, spazzerà via questi ciarlatani senza qualità.

VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PierGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
18 febbraio 2011


095 IL GRUPPO LINGUISTICO TEDESCO NON HA NULLA DA FESTEGGIARE

Così Luis Durnwalder, Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Sud Tirolo, ha risposto al Presidente italiano Giorgio Napolitano che lo rimproverava per la mancata adesione ai festeggiamenti per la ricorrenza del 150° anniversario dell'unità italiana.

Durnwalder, esponente di spicco del SVP, il partito di tendenze moderate che raggruppa la maggior parte dei cittadini sudtirolesi presenti sul territorio italiano, ha anche ricordato che il proprio Popolo non ha scelto di appartenere allo Stato italiano, ma è stato coinvolto da trattative a livello internazionale che ne hanno determinato il destino.
Ha inoltre fatto cenno alla difficile situazione vissuta dalla sua gente prima e dopo il secondo conflitto mondiale, vittima del nazionalismo italiano pre e post bellico.

In effetti non possiamo dimenticare, ad esempio, il processo di italianizzazione del territorio sud tirolese ad opera del governo italiano a partire dal 1923, sotto le direttive di Ettore Tolomei, con la trasformazione di nomi propri, di cognomi, di nomi di località e con l'abolizione delle scuole di lingua tedesca.

E nel dopoguerra, con la repressione militare dei patrioti sud tirolesi e con l'applicazione di un particolare tipo di “guerra sporca” che portò ad oscuri omicidi da parte delle forze dell'ordine italiane.

Quale l'effetto delle parole di Durnwalder? E' ripartita sugli organi di stampa la campagna denigratoria nei confronti degli Amministratori della Provincia di Bolzano, rei di spendere i denari a loro lautamente concessi da Roma, in cambio della pacificazione del territorio, per opere pubbliche faraoniche ed inutili.

Il FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA, che è stato da sempre critico nei confronti della politica di carattere mercantile del SVP e dei suoi dirigenti, che hanno barattato la Libertà del proprio Popolo in cambio di consistenti somme di denaro, in questa occasione non può che essere solidale con Durnwalder e la sua protesta, in quanto ci pare che questa volta egli abbia finalmente parlato non come esponente di una parte politica, ma come rappresentante di una intera comunità linguistica con tradizioni salde e unità d'intenti.

E invita anche le popolazioni di altre parti di questo sfortunato paese a non unirsi al coro di lamentazioni nei confronti dei “ricchi” sudtirolesi: non si può mettere sullo stesso piano il carceriere e il compagno di cella un po' più fortunato……..costui compagno di cella rimane.

VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PierGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
12 febbraio 2011


094 LA VERITA' SULL'UNITA' D'ITALIA

All'interno dell'enorme contenitore delle celebrazioni per i 150 anni di unità italiana, invitiamo a prestare attenzione su alcuni eventi che si svolgeranno nella città di Gaeta nel prossimo fine settimana.

In effetti, non possiamo evitare di notare come le manifestazioni istituzionalmente organizzate da quel Comune, sotto il titolo “La verità rafforza l'unità”, vadano a incrinare il dogma unitarista e siano utili per far chiarezza su quanto avvenne in quel tormentato periodo.

Insieme a rievocazioni in costume del terribile assedio che subì la città, conclusosi con un appello del Re Francesco II alle proprie gloriose truppe, invitandole ad evitare un inutile ed ulteriore spargimento di sangue e decretando così la formale fine del Regno delle Due Sicilie, è stato organizzato un interessante convegno dove, oltre a coraggiosi intellettuali come Pino Aprile e Lorenzo Del Boca, ci sarà spazio anche per i movimenti neo-borbonici per esprimere il proprio giudizio sugli avvenimenti.

Ecco, con un pizzico di invidia, dobbiamo riconoscere che tale opportunità di fare chiarezza non viene offerta a tutti gli altri Movimenti che su tutto il territorio peninsulare intendono con onestà intellettuale contestare l'unitarismo italiano e rivendicare la Libertà per i propri Territori occupati.

Ci auguriamo che altre amministrazioni, in Lombardia per quanto ci riguarda, seguano l'esempio dei colleghi campani e contribuiscano all'accertamento della verità storica sul movimento unitarista, sui suoi ispiratori e su come venne militarmente realizzata l'impresa.

Nel frattempo inviamo un caloroso saluto agli amici dei movimenti neo-borbonici che, in una realtà molto difficile, tengono alta la bandiera della propria identità contro lo Stato occupante italiano.

VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PierGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
7 febbraio 2011


093 FEDERALISMO CALDEROLIANO: LA SECONDA “PORCATA”

Più scendono le cortine fumogene create intorno al famoso Federalismo leghista, e più alte salgono le feroci critiche a tale provvedimento, partorito dalla mente del noto costituzionalista Calderoli, personaggio che passerà alla storia per aver definito “una porcata” la riforma elettorale da lui attuata.

Ma la cosa curiosa e' che, se all'inizio del percorso della riforma federalista colorata di verde le obiezioni venivano dagli enti locali del meridione italiano che temevano di essere fortemente penalizzati, ora si alzano le voci dei settori produttivi anche delle regioni del Nord.

Se solo pochi giorni fa un noto esperto di scuola liberale come Sergio Ricossa tuonava sulle pagine della stampa, è di oggi la presa di posizione del presidente della Confartigianato lombarda, che sulle pagine del Corriere della Sera esprime la forte preoccupazione per l'aumento di imposizione fiscale che seguirà l'approvazione della riforma.
E sulle stesse posizioni sono gli albergatori della Confesercenti, anche loro contrari a quella specie di tassa di soggiorno prevista dal ministro bergamasco.

D'altra parte e' ormai evidente che l'approvazione del Federalismo non e' legata alla soluzione del problema fiscale dei cittadini di tutta la penisola, Lombardi in prima fila, ma è ormai una mossa di puro carattere elettoralistico che la Lega Nord deve poter giocare in vista delle elezioni politiche sempre più vicine.
E per ottenere tale risultato, il cosiddetto esperto in materia costituzionale sta mollando gli ormeggi del rigore per ottenere il consenso degli enti locali, tranquillizzandoli con possibilità di applicazione di ulteriori imposte locali.

E chi pagherà tutto ciò? La risposta è semplicissima: tutti noi, imprenditori, artigiani, lavoratori, pensionati e semplici cittadini, senza distinzione alcuna.

Il FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA, che da subito e' sempre stato molto critico nei confronti del Federalismo, non può che augurarsi che tale disgrazia non ricada sulle spalle dei cittadini Lombardi, già assolutamente vessati dalla macchina fiscale italiana. Ribadiamo che solo con l'Indipendenza dallo Stato italiano e con il conseguente ricambio di classe politica, la Lombardia e i Lombardi potranno essere presenti con giusto diritto nel Continente europeo, alla pari di tutte le altri Regioni e degli altri Popoli, e ritornare a quel grado di eccellenza in tutti campi che ha sempre contraddistinto la nostra Terra.

VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PierGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
3 febbraio 2011


092 DA VIRGINIA OLDOINI A RUBY: 150 ANNI DI UNITA' ITALIANA

Le celebrazioni per l'anniversario dei 150 anni di unità d'Italia hanno appena preso l'avvio e scoppia violento “l'affaire Ruby”, uno scandalo di carattere boccaccesco che vede coinvolto il premier Berlusconi, una stretta cerchia di suoi collaboratori e un nugolo di giovani donne di bell'aspetto. La vicenda va ad occupare le prime pagine dei quotidiani di ogni parte del mondo e diventa lo spunto per innumerevoli trasmissioni televisive, dove si affrontano duramente i due schieramenti politici.

Certamente ci troviamo di fronte a qualcosa che ricorda i tempi del Basso Impero Romano, quando ormai la moralità pubblica e privata era allo sbando e tutto lasciava presagire la fine di un periodo storico.

Ma vorremmo invitare ad una riflessione di carattere storico: evidentemente questo Stato italiano e' nato sotto una cattiva stella, si potrebbe dire, in quanto dobbiamo ricordare che tra gli artefici dell'unita' della penisola vi fu Virginia Oldoini, ovvero la Contessa di Castiglione, inviata dal governo sabaudo a Parigi per “ammorbidire” la posizione dell'Imperatore francese nei confronti delle imprese militari sul nostro territorio e per coinvolgerlo in prima persona.

Ciò che fu propiziato dall'avvenenza della Contessa rischia 150 anni dopo di sprofondare nel baratro a causa della messa sotto inchiesta del massimo esponente governativo, segno che esiste un fil rouge che attraversa tutta la vita di questo Stato, nato per le mire espansioniste dei Savoia e di oscuri ambienti europei e che sopravvive oggi grazie ad una Casta di politici senza scrupoli e limiti morali.

Solo un ritorno, in base al Diritto di Autodeterminazione, alla situazione pre-unitaria potrà permettere alle Popolazioni di tutte le Terre che compongono la Penisola di ritrovare l'orgoglio di appartenere ad una Patria e gli stimoli necessari per affrontare a testa alta la durissima sfida globale.

VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PierGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
27 Gennaio 2011


091 TRICOLORE SI', TRICOLORE NO: FARSA IN SALSA VERDE

Sono da pochi giorni iniziate le celebrazioni del 150° anniversario dell'unità italiana e già si sta consumando su tutti gli organi di stampa l'ormai abituale commedia interpretata dalla Lega Nord in tali occasioni.

Da una parte i vertici (che sono comodamente assisi su poltrone ministeriali a Roma e che quindi, come da prassi, hanno prestato solenne giuramento alla Costituzione unitarista italiana e alla sua bandiera) che traccheggiano, esprimendo flebili critiche a mezza voce per non indisporre Napolitano e per non aggiungere ulteriori difficoltà al governo di cui fanno parte.

Dall'altra i quadri intermedi e quelli locali che sbraitano sulla stampa per rilanciare l'immagine di lotta del Partito e che minacciano tagli ai fondi per le celebrazioni, minacce vane e mai portate a compimento.
Tutto questo serve per accreditare nei confronti dell'opinione pubblica la convinzione di trovarsi di fronte a politici attenti alle esigenze del territorio e che ancora credono in quello che ancora appare, almeno formalmente, nello Statuto leghista, e cioè che lo scopo finale sarà l'Indipendenza della Padania. E che il primo passo sarà l'approvazione del cosiddetto federalismo fiscale.

Ora, di tutto si potrà accusare il FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA, tranne del fatto di aver fatto della chiarezza uno dei suoi metodi e, proprio la chiarezza e nella consapevolezza di prendere una scomoda posizione, dobbiamo precisare questo concetto: non sarà ne' il federalismo fiscale né altra forma di autonomia concessa da Roma a risolvere la questione lombarda, anzi.

Accettare queste vie intermedie significa nei fatti riconoscere l'unità d'Italia, imposta nell'Ottocento a tutti i Popoli della penisola con le armi, come dogma indiscutibile, cercando solo una nuova forma organizzativa statale ed amministrativa, ma rimanendo sempre legati al giogo romano.

E l'esperienza anche a livello europeo dimostra come tali passaggi, forse validi nel passato, siano ormai superati nelle attuali situazioni di crisi planetaria, che obbligano a radicali cambiamenti di rotta se si vuole sopravvivere.
Quello che sta avvenendo per esempio in Belgio ne è la conferma: senza il coraggio di affrontare la materia in modo netto, si finisce per incancrenire i problemi e rischiare strappi traumatici.

Solo accettando che l'unica via d'uscita e' il riconoscimento del Diritto di Autodeterminazione dei Popoli e quindi che ogni Popolo abbia la possibilità di decidere il proprio futuro, si potrà avanzare e riportare tranquillità e benessere in ogni territorio; nel caso lombardo, si potrà ritornare a quella posizione di preminenza a livello continentale in ogni campo che sempre ha distinto le nostre Terre.

VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PierGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
10 gennaio 2011


090 L'INDIPENDENTISMO AVANZA ANCHE IN PIEMONTE

Negli ultimi giorni dell'anno 2010 e' nato in Piemonte un nuovo soggetto politico che si prefigge il raggiungimento dell'Indipendenza del Piemonte dallo Stato italiano.

PIEMONTE STATO, questo il nome del movimento, consente di allargare la famiglia di coloro che si auspicano un ritorno anche sul territorio della penisola alle cosiddette Piccole Patrie, in base al diritto di autodeterminazione dei Popoli sancito internazionalmente.

Il FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA, che di questa battaglia si e' fatto portavoce negli ultimi anni sul territorio lombardo, non può che essere al fianco di questi coraggiosi Piemontesi che, proprio nel periodo di festeggiamenti per l'anniversario dell'infausta unità, sfidano frontalmente il moloch unitarista italiano, e porgere il proprio caloroso saluto.

VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PierGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
03 gennaio 2011


089 Auguri per le festività 2010

A nome dei Dirigenti e dei Militanti del FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA, vorrei augurare a Sostenitori ed Amici del nostro Movimento un sereno Natale ed un felice Nuovo Anno.

Quello che si chiude e' stato un Anno di duro impegno, volto a ricostruire il nostro Movimento dopo le infelici esperienze del passato.
E' stato solo con il grande lavoro dei Dirigenti e dei Militanti se una voce di Libertà si è potuta ancora alzare nella Terra Lombarda, e a tutti costoro va il mio sentito ringraziamento.

Ci attendono nuove e gravose sfide nel prossimo anno, ma a tutti i Lombardi possiamo garantire sin d'ora che troveranno le donne e gli uomini del FRONTE sempre in prima fila, a testa alta e senza timore alcuno, nella difesa delle tradizioni e dei legittimi interessi dei cittadini della Lombardia.

Auguri a tutti e sempre avanti con il nostro motto:

VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PierGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
01 gennaio 2011


088 SPOT RAI, L'ULTIMO INSULTO ALLE LINGUE LOCALI

In totale armonia con i festeggiamenti per i 150 anni dell'infelice unità italica, l'ente radiotelevisivo di Stato ha trovato il sistema di portare l'ennesimo insulto alle lingue tradizionali delle popolazioni che abitano la triste penisola, mandando in onda degli spot televisivi dove, come sempre, le lingue locali vengono associate al concetto di ignoranza e passatismo.

Non sono bastati 150 anni di odiosa persecuzione contro quello che in tutte le parti del mondo viene considerato un valore aggiunto alla cultura di un Popolo e che in altri Stati europei ha totale riconoscimento e anzi viene addirittura insegnato nelle scuole pubbliche.

Lo Stato italiano non perde mai l'occasione di dimostrare quanto sia aleatorio il concetto di democrazia che ci viene propinato tutti i giorni e con tutti i mezzi dalla Casta politica romana e quanto invece esso stesso sia repressivo delle libertà fondamentali di ogni Popolo che abita sul proprio territorio.

Sotto un certo aspetto, il FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA non può che ringraziare per questa ulteriore dimostrazione di odio verso le tradizioni popolari: tutto ciò sarà un'ulteriore spinta verso quella richiesta di Indipendenza che, pian piano , sta prendendo piede nel Popolo Lombardo, stanco di insulti e ruberie da parte di uno Stato totalitario ed estraneo alla propria Storia.

VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PierGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
14 dicembre 2010


087 ROMA, SPETTACOLO DA FINE IMPERO

Quella che ci arriva da Roma in questo periodo può essere tranquillamente valutata come l'espressione più deteriore che un mondo politico può dare.

Un'immagine da fine impero, dove si mischiano inattività, incapacità, trattative da mercato delle vacche, complotti di bassa lega. Il tutto per una strenua difesa del potere fine a sé stesso e non certo per impegnarsi nella soluzione dei problemi che attanagliano la popolazione.

Se a tutto ciò aggiungiamo gli scandali di carattere privato e pubblico che ogni giorno ormai emergono e che coinvolgono trasversalmente tutta la Casta dei politici italiani, possiamo ben dedurre che il Sistema Italia sia al collasso e che sempre più necessiti di una radicale svolta.

E tutto questo si innesta su una crisi economica, troppo prematuramente considerata alle spalle dai cosiddetti esperti economici, ma che invece colpisce sempre più i cittadini di tutte le classi e di tutte le Regioni che compongono la Penisola.

Infatti anche nella nostra Terra Lombarda, un tempo considerata la locomotiva trainante dell'Italia, i morsi della crisi sono sempre più avvertiti sulla propria pelle da tutti, nonostante il belletto steso a piene mani dagli organi di informazione, in primis le televisioni, che mostrano in questo periodo folle alla ricerca spasmodica di costosi regali di Natale.
Niente di più falso: ormai la maggior parte dei Lombardi si accontenta di girare per negozi e centri commerciali, fermandosi ad ammirare le lucenti vetrine ma dovendo scontrarsi con il quotidiano problema di sopravvivere.
Ed anche coloro che, per loro fortuna, riceveranno la tanto sospirata Tredicesima, sanno già che buona parte della stessa è impegnata per pagare bollette e per coprire i regolari costi della famiglia.

A questo siamo arrivati dopo 150 anni di Unità di questo Stato e dopo 150 anni di bugie e di sperperi da parte dei politici italiani.

Quale la soluzione? Il FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA non cessa di ripetere che l'unica via e' quella del distacco dall'Italia e della totale Indipendenza Lombarda, nella speranza che questa idea, che fino a poco tempo fa pareva troppo radicale e pericolosa, si diffonda sempre più tra la popolazione come la sola speranza di ripresa politica ed economica.
Solo un totale cambio di linea e un totale ricambio di uomini può salvare la Lombardia dalle bufere che sempre più appaiono all'orizzonte e che sempre più si avvicinano alla nostra Terra.

VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PierGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
10 dicembre 2010


086 ELEZIONI CATALANE: STRAVINCE CiU, MA ALTRI INDIPENDENTISTI ENTRANO NEL PARLAMENT

Previsioni rispettate nelle Elezioni Catalane svoltesi ieri: vittoria di larghe dimensioni per gli autonomisti centristi di CiU, arretramento dei socialisti e di ERC, entrata nel Parlament degli indipendentisti di Joan Laporta. Putroppo rimane fuori dalla suddivisione dei seggi l'altra formazione indipendentista, Reagrupament di Joan Carretero.

I Catalani, a quanto pare, dopo aver punito i Partiti che fino a oggi hanno amministrato la regione, hanno scelto la via piu' morbida dell'autonomismo, che nel passato, sotto la guida di J.Pujol, ha saputo strappare moltissime concessioni al Governo di Madrid, sperando che tale operazione si possa ripetere in futuro sotto la spregiudicata guida di A.Mas.

E' comunque significativo il successo di SI, il nuovissimo movimento indipendentista dell'ex Presidente del FC Barcelona, l'imprenditore Joan Laporta, che con una grintosa campagna si e' aggiudicato 4 seggi, un risultato forse neanche immaginabile fino a ieri.

Due considerazioni vanno fatte, secondo noi: la percentuale dei non votanti, pur diminuendo, si attesta sul 40%, una cifra impressionante che dimostra che anche al di la' del Mediterraneo la popolazione non si riconosce piu' nella politica tradizionale. E la seconda: anche secondo osservatori locali, un unico raggruppamento indipendentista (ERC-SI-RCat) avrebbe raggiunto la terza posizione nelle urne con un risultato ben superiore a quello ottenuto oggi in ordine sparso.

Questo, secondo noi, e' il segnale piu' chiaro del quale dobbiamo farci carico: in ogni Terra, gli Indipendentisti devono trovare la strada di superare fratture, divisioni e personalismi nell'ottica della comune battaglia contro il centralismo politico. Solo cosi' si progredisce e si puo' anche dare un segnale di fiducia alla sempre piu' larga parte di cittadinanza che si allontana dalla politica e dalle elezioni.

VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PierGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
29 novembre 2010


085 LEGA NORD AL GOVERNO: 100 miliardi di Euro al Sud

Si è svolta oggi a Roma una conferenza stampa del premier italiano Berlusconi durante la quale con grande enfasi è stato illustrato il piano economico del governo, a cui partecipa con folta delegazione la Lega Nord, a favore del Mezzogiorno, con uno stanziamento di circa 100 miliardi di Euro.

Solamente ieri abbiamo potuto leggere un editoriale sul principale quotidiano italiano nel quale veniva evidenziato come, a fronte dell'inattività politica e della lontananza dai bisogni reali del mondo economico e comunque di larga parte della cittadinanza, si correva il pericolo (o l'opportunita', secondo noi….) di una silenziosa secessione del mondo imprenditoriale, soprattutto lombardo, dalla comatosa penisola.

Ebbene, questa è la risposta di questo ineffabile governo e dei suoi componenti, Lega Nord e ministro dell'economia inclusi: un'altra incredibile pioggia di denaro pubblico che, come sempre, non risolverà i problemi socio-economici del Sud, ma andrà a favorire i soliti amici degli amici, come numerosissime inchieste giornalistiche e giudiziarie hanno ormai dimostrato.

Evidentemente questa è anche la risposta all'ineffabile presidente della Regione Lombardia, che nei giorni scorsi aveva lamentato tagli inauditi al Bilancio regionale a fronte della variata ridistribuzione del gettito fiscale da parte dello Stato centrale; ed agli amministratori locali lombardi che, grazie ai minori ritorni di denaro da Roma, si vedono costretti a tagliare i servizi al cittadino.

Siamo veramente curiosi di conoscere quale sarà l'ennesima giustificazione che i dirigenti della Lega Nord, tanto bravi (a chiacchere…. ) a difendere il Popolo Lombardo, troveranno per questo provvedimento. Sulle loro teste si stanno addensando le nubi scurissime della rabbia popolare, ma forse neppure se ne accorgono, impegnati come sono a difendere le proprie ben remunerate carriere politiche.

Da parte nostra, non rimane che ribadire il nostro programma, che prevede il solo rimedio a tutto questo: l'Indipendenza della Lombardia.

VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PierGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
26 novembre 2010


084 CRIMINALITA' ORGANIZZATA, PATRIMONIO ITALIANO

Salgono in queste ore i toni della polemica che vede protagonisti il Ministro degli Interni italiano, Roberto Maroni, e lo scrittore Roberto Saviano, a seguito di una seguitissima trasmissione televisiva, nella quale lo scrittore campano ha accusato alcuni esponenti della Lega Nord di contatti con la malavita organizzata calabrese al fine di uno scambio tra voti e penetrazione sul territorio.

Senza scendere nei particolari della recente inchiesta che ha portato allo scoperto questa situazione, e' indiscutibile che la criminalità organizzata si sia radicata sul territorio Lombardo grazie, quanto meno, alla colpevole disattenzione delle forze politiche presenti sul territorio e quindi anche della Lega Nord, molto più impegnata nella ben più propagandistica lotta all'immigrazione straniera (anche se con risultati non certo positivi …) che alla denuncia e al contrasto di fenomeni ben più insidiosi per la collettività e per l'economia lombarde. Sono ormai sotto gli occhi di tutti le precarie condizioni di legalità che esistono in intere zone dell'hinterland milanese e la tolleranza del sottobosco politico locale che ha permesso tutto ciò. Le inchieste della magistratura hanno ormai smascherato imperi economici che, grazie ai capitali derivanti dai traffici illeciti, hanno prosperato ed inquinato anche il mondo imprenditoriale e rivelato le collusioni con importanti settori della politica Lombarda ufficiale.

Troviamo quindi quanto meno inopportuna la presa di posizione del Ministro Maroni, che nella sua posizione dovrebbe essere ben informato delle indagini passate e presenti; molto probabilmente, vista l'aria di “tutti a casa” che tira a Roma, tenta solo di ricreare una verginità per il suo Partito in vista di prossime elezioni.

Allo scrittore Saviano, invece, ci permettiamo di dare un consiglio: nelle sue puntuali dissertazioni sulla malavita organizzata d'origine campana, approfondisca una volta tanto il rapporto che vi fu fra l'unificazione d'Italia, a cui e' molto legato, e le organizzazioni criminali. Ad esempio ci parli una volta tanto dei rapporti fra il Ministro napoletano Liborio Romano e i camorristi, del patto conclusosi fra di loro con la nomina degli stessi a funzionari di Polizia e dell'incarico di mantenere l'ordine in occasione dell'ingresso di Garibaldi a Napoli e nella Campania intera. Incarico svolto con tanto di COCCARDE TRICOLORI sul cappello.

Ma forse un approfondimento del genere è troppo scomodo e controcorrente e potrebbe offendere le anime belle che stanno celebrando i 150 di unità italiana, confermando ciò che il FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA sostiene dalla sua fondazione: il male di tutti i mali e' l'ITALIA, con le sue storture ed i suoi compromessi.

VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PierGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
16 novembre 2010


083 Varese e i palazzi dorati del potere

Il Fronte Indipendentista Lombardia (operativo a Varese e in Lombardia dall'autunno 2006) intende presentarsi alle elezioni comunali di Varese della prossima primavera.
Non una lista estemporanea, estranea alla città, non una lista-contenitore pronta a raccogliere gli scarti e gli avanzi della politica cittadina, ma una lista attenta ad iniziare un dialogo ed un confronto con le forze sane della città per poter garantire al consiglio comunale di Varese un'opposizione critica e attenta alle manovre, ai maneggi e alle spartizioni che la politica romana (di cui purtroppo le amministrazioni varesine sono lineari manifestazioni) produce in questa città.

Chiamiamo a raccolta gli spiriti liberi, coraggiosi, disinteressati, coloro che nel piccolo come nel grande amano la città di Varese e vorrebbero vederla libera dalle catene del leghismo e dell'”arco costituzionale” da esso generato.

Chiamiamo a raccolta chi crede che Varese possa essere una grande città in una Lombardia libera, indipendente e mitteleuropea, e non un piccolo capoluogo, bottegaio e sonnolento, dell'Insubria infelice.

Per questo ci appelliamo innanzitutto ai giovani, non ancora completamente nauseati dalla politica, e non rintronati dalle sirene del politicamente corretto, agli imprenditori e agli operatori economici e commerciali che, di fronte alla crisi irreversibile del sistema italia, vogliono tracciare con noi percorsi nuovi e lavorare per il futuro delle nostre aziende, affinchè queste possano affrontare con consapevolezza e determinazione un futuro non roseo, a tratti drammatico.

Non ci appelliamo ai politici di professione, a chi ha allontanato la propria azione politica dal bene collettivo della città, a chi per pavidità e servilismo ha scelto la via poco dignitosa del compromesso e del quieto vivere, a chi comodamente siede nei palazzi dorati del potere.

Il Fronte Indipendentista Lombardia non ha bisogno di loro.
Auguri a Dario Cammarata e a chi opererà nei prossimi mesi per la dura campagna elettorale varesina.
Piergiorgio Seveso
Portavoce Nazionale
6 novembre 2010


082 Lega Nord - Come trasformare un movimento di popolo in un Ufficio di Collocamento

Pur desiderando evitare polemiche spicciole con altri movimenti politici, non possiamo rinunciare ad alcune riflessioni su quanto sta avvenendo da molte parti, ma soprattutto nella culla della Lega Nord, e cioè Varese e dintorni.

Viene riportato dalla stampa locale che il duro confronto in atto da tempo fra le correnti varesine del movimento bossiano, o forse per meglio dire la guerra per bande, è sfociato in possibili espulsioni, sospensioni e soprattutto in richieste di dimissioni da incarichi in CdA di aziende pubbliche, incarichi ottenuti grazie all'appartenenza partitica.

Ora, è proprio su questo punto che vorremmo fissare la nostra attenzione: la Lega nacque e prese piede nelle nostre Terre soprattutto quale movimento di popolo che si batteva contro l'occupazione dei partiti politici italiani di ogni scranno disponibile, spesso con persone di dubbia capacità e pagate dalla cittadinanza

Ora, a parte l'anomalia unica al mondo di un movimento che si definisce nato "per l'Indipendenza della Padania" e che occupa posti di Governo a Roma, la Lega Nord ha colmato con propri uomini tutti i Cda pubblici, con la stessa logica "in salsa romana" di tutti gli altri partiti: non per risanare e ripulire tali enti, ma per creare una sorta di sottobosco politico utilissimo nelle occasioni di carattere elettorale.

Quando alcuni Militanti leghisti qualche anno fa sbatterono rumorosamente la porta, contestando proprio questa trasformazione del movimento e fondando il FRONTE INDEPENDENTISTA, l'accusa loro rivolta fu quella di essere gli eterni "trombati", cioè coloro che non trovavano spazio per le proprie ambizioni personali in materia di comode e ben retribuite poltrone.

Sono passati pochi anni e la verità e' salita a galla: la loro integrità morale era ben altra cosa rispetto a quella della dirigenza in camicia verde e, salvo isolati, anche se eclatanti, casi di interessato ritorno all'ovile, tale è rimasta negli anni.

Il FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA non vuole costruire un ristretto nucleo di algidi cavalieri senza macchia e senza paura, ma un ampio movimento popolare aperto a tutti i Lombardi di buona volontà, ma sul campo della chiarezza di obiettivi e dell'onestà intellettuale non accetta lezioni da nessuno.

VIA DALL'ITALIA
LOMBARDIA INDIPENDENTE
PierGiorgio Seveso
Ufficio Politico FRONTE INDIPENDENTISTA LOMBARDIA
1 novembre 2010

fronte indipendentista lombardia-fronte nord


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