L'obiettivo del Fronte Indipendentista Lombardia é il raggiungimento dell'indipendenza della nostra Regione attraverso metodi democratici e pacifici. La Lombardia diventerà indipendente quando le comunità che si riconoscono in essa voteranno a favore di ciò in un referendum democratico. Un governo guidato da una classe dirigente indipendentista nel parlamento lombardo organizzerà un referendum sull'indipendenza nel suo primo mandato istituzionale. Se la maggioranza dei votanti nel referendum voterà a favore dell'indipendenza, i rappresentanti del governo lombardo cominceranno i negoziati con Roma per accordarci sui termini dell'indipendenza. Mentre i negoziati saranno in corso, sarà presentata una bozza di costituzione per la Lombardia indipendente. La costituzione lombarda garantirà i diritti dei cittadini lombardi e determinerà le modalità di governo della Lombardia.
Il percorso è semplice.
Prima di tutto, alle elezioni dell'attuale Regione Lombardia, il Popolo Lombardo vota la coalizione politica che è a favore dell'indipendenza.
Poi, il governo di Milano retto da tale coalizione organizza un referendum di autodeterminazione del Popolo Lombardo chiedendo se il popolo lombardo è a favore dell'indipendenza.
Infine, il governo lombardo conduce i negoziati per l'indipendenza con Roma, dando vita a un accordo sull'indipendenza.
Decidi tu.
L'indipendenza avverrà solo quando il Popolo Lombardo voterà a suo favore. È necessario un mandato democratico per ottenere l'indipendenza.
Tale mandato sarà originato da un referendum con un'unica semplice domanda che permetterà al Popolo Lombardo di dire un chiaro "Sì", oppure un "No" all'indipendenza della Lombardia. Potranno votare tutti gli aventi diritto al voto nel territorio lombardo chiamato alle urne per il referendum.
La giunta regionale lombarda, su approvazione del consiglio regionale lombardo.
Dopo l'elezione del consiglio regionale, un governo retto da una coalizione indipendentista introdurrà le misure necessarie a indire un referendum consultivo sul tema dell'indipendenza.
Il principio di autodeterminazione dei popoli è una norma di diritto internazionale generale ed inderogabile che produce effetti giuridici (diritti ed obblighi) per tutta la Comunità degli Stati. Esso è entrato in vigore da noi con Legge statale n. 881 del 25 ottobre 1977 (ratifica ed esecuzione del patto di New York), secondo cui "Tutti i popoli hanno il diritto di autodeterminazione. In virtè di questo diritto, essi decidono liberamente del loro statuto politico e perseguono liberamente il loro sviluppo economico, sociale e culturale".
Grazie alla Legge statale n. 85 del 24 febbraio 2006, è consentito esprimere opinioni e compiere atti democratici e non violenti per ottenere l'indipendenza di territori attualmente inglobati nello stato di cui è parte la Lombardia.
Vale a dire che noi possiamo agire in modo democratico e pacifico per portare avanti l'autodeterminazione del Popolo Lombardo e ottenere in modo non violento l'indipendenza della Lombardia.
Iniziano i negoziati.
Se una chiara maggioranza di coloro che votano nel referendum si esprimeranno a favore dell'indipendenza, i rappresentanti del governo lombardo inizieranno negoziati diretti con Roma per trattare un accordo sull'indipendenza.
Politicamente è assai improbabile, a meno di una deriva antidemocratica italiana. In ogni caso il diritto internazionale prevede il ricorso della Lombardia in una sede neutra.
Comunque sia, l'autodeterminazione del Popolo Lombardo è una riforma legale, come visto sopra.
In base ai precedenti degli stati baltici, della Repubblica Ceca e della Slovacchia e di moltissimi altri paesi, possiamo dire che non c'è alcuna ragione che impedisca alla Lombardia di diventare uno stato indipendente se sceglie di esserlo.
La convenzione internazionale sui diritti dell'uomo afferma il diritto di ogni popolo alla propria autodeterminazione.
Scegliere l'indipendenza in un referendum sarebbe un atto di autodeterminazione del Popolo Lombardo.
Il governo lombardo negozierà con il governo italiano, con discussione approfondita sui temi che saranno affrontati dai rappresentanti appropriati, sotto il controllo generale delle responsabilità ministeriali da ambo le parti.
Attraverso un mandato democratico, l'argomento di negoziazione non è se ci sarà, o meno, l'indipendenza, ma le modalità in cui ciò avverrà e le tempistiche. Le discussioni saranno centrate sugli accordi operativi per assicurare la transizione più morbida possibile.
Le principali aree di discussione saranno la suddivisione dei patrimoni italiani (ad esempio in Italia e all'estero) così come dei debiti italiani. Saranno inoltre discussi gli accordi per le forze armate, così come il futuro di altri organismi non governativi italiani.
Ciò che cerchiamo è un accordo onesto sui diritti e sulle responsabilità sia della Lombardia sia dell'Italia e la costruzione della base per una nuova e migliorata relazione tra i due paesi.
Il diritto internazionale e i precedenti di molti paesi del mondo assicureranno la conduzione di tali negoziati su una base di onestà e rispetto reciproco.
E quando i politici italiani ci predicono risultati sfavorevoli ai negoziati sull'indipendenza? Noi dobbiamo chiedere loro: state realmente affermando che affrontereste i negoziati solo con l'intento di recare danno alla Lombardia?
Sarà fatta una stima da un organismo internazionale indipendente dell'ammontare e consistenza del patrimonio italiano in Lombardia. Noi abbiamo pagato per la nostra quota e quindi all'indipendenza abbiamo il compito di ottenere la nostra quota parte indietro.
La Convenzione di Vienna del 1983 sulla successione degli Stati rispetto ai beni pubblici, ai debiti pubblici e agli archivi stabilisce i principi per la divisione dei valori di tali patrimoni durante i negoziati per l'indipendenza.
I beni includeranno il demanio, il patrimonio edilizio pubblico, le riserve auree e di valuta estera, nonchè le proprietà per la fornitura di servizi italiani (compreso l'enorme apporto dato dalle proprietà nell'area metropolitana di Roma).
Dovranno essere discusse anche le proprietà diplomatiche e militari all'estero. È presumibile che l'Italia vorrà mantenere la proprietà di molti di tali beni, nel qual caso alla Lombardia sarà liquidato il pagamento della propria quota parte.
Riteniamo che le negoziazioni potranno durare tra i sei e i dodici mesi.
I negoziati saranno conclusi dalle relative legislazioni sia del parlamento lombardo sia del parlamento italiano, con l'effetto di trasformare i termini di accordo in un trattato vincolante per i due nuovi stati.
Durante la conduzione dei negoziati, gli enti locali lombardi continueranno a gestire le materie di propria competenza e gradualmente saranno negoziati i poteri che saranno trasferiti da Roma alla Lombardia.
Il governo e il parlamento lombardi pianificheranno inoltre le politiche da adottare nelle aree di competenza che saranno di loro responsabilità dopo la dichiarazione di indipendenza.
Dopodichè le istituzioni lombarde apriranno il dialogo con l'Unione Europea e con gli altri organismi internazionali.
Quando sarà dichiarata l'indipendenza, la Lombardia diventerà uno stato sovrano. In particolare sarà annullato l'effetto del plebiscito di annessione all'Italia del 1848.
Sarà quindi promulgata la nuova costituzione lombarda e sarà sostituita ogni legge esistente in contrasto con essa, a cominciare dall'annessione all'Italia derivante dal plebiscito del 1848.
Il governo e il parlamento della Lombardia subentreranno in tutte le aree di competenza ora riservate al parlamento di Roma e ai ministeri italiani.
La Lombardia assumerà il proprio ruolo nel mondo e presenterà domanda di ammissione per diventare membro delle Nazioni Unite. Una delegazione lombarda sarà inoltre inviata presso il Consiglio dei Ministri dell'Unione Europea.
